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Per togliere il medico di torno non una, ma due mele al dì

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Pubblicato il: 09-03-2015

Sanihelp.itIl saggio racconta come «una mela al giorno toglie il medico di torno»: tuttavia occorre precisione quando si fanno certe affermazioni, che soprattutto se ripetute allo sfinimento rischiano persino di perdere di significato. Ci ha pensato uno studio italiano, condotto da un gruppo eterogeneo di ricercatori provenienti da quattro sedi universitarie - Padova, Udine, Bologna e Milano – due istituti di ricerca – CReSO e Fondazione Mach – e finanziato con tre milioni di euro da Fondazioni Bancarie, a riaffermare la valenza dell'antico adagio: e per non farsi mancare niente non solo non hanno lasciato, ma hanno persino raddoppiato.

Sì, perché la quantità corretta di mele da assumere al giorno non è una, bensì due: solo così le sostanze antiossidanti contenute nel frutto possono contrastare i radicali liberi, colpevoli dell'invecchiamento precoce e di patologie degenerative tra cui cancro e morbo d'Alzheimer, fornendo allo stesso tempo un aiuto all'organismo per abbassare i livelli di colesterolo LDL, anche detto «cattivo», nel sangue. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori italiani hanno costretto i quaranta soggetti coinvolti nello studio a mangiare due porzioni di mela al giorno: monitorandone i valori ematici dopo due mesi dall'inizio della sperimentazione i livelli di colesterolo generale si erano abbassati di una media del 3%. Non solo: il colesterolo LDL era diminuito mediamente del 4%.

Il merito sarebbe appunto da attribuire all'aumento della presenza di sostanze antiossidanti all'interno dell'organismo seguito all'assunzione di due mele al giorno. Gli scienziati italiani coinvolti nello studio hanno affermato che l'analisi andrà presto ad indagare l'impatto del frutto su altri fattori di rischio riconosciuti, quali la funzionalità vascolare e l'elasticità delle arterie. Nel frattempo, uno studio dell'Università di Firenze ha fornito alle donne una motivazione ulteriore per consumare più mele al dì: secondo i risultati della ricerca dell'ateneo toscano, infatti, l'alimento stimola l'attività ormonale grazie al contenuto al suo interno di florizina, sostanza simile all'estradiolo, coinvolto nella lubrificazione vaginale. In breve, questo significa: più mele, più orgasmi per tutte. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fondazione Mach, CReSO

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