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L'omeopatia? Non più efficace di un placebo

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Pubblicato il: 12-03-2015

Sanihelp.it - Sempre più persone, in Italia e nel mondo, si rivolge a rimedi omeopatici per trattare le proprie condizioni di salute, per lo meno quelle non gravi che, nell'immediato, non rappresentano un pericolo per la propria stessa vita. Tuttavia forse non tutti sanno che questa pratica di medicina alternativa, fondata alla fine del XVIII secolo seguendo il principio similia similibus curantur, ovvero sia «il simile si curi col simile», secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità non apporta alcun beneficio terapeutico, risultando non più efficace di un semplice effetto placebo. Non esistono evidenze scientifiche che l'omeopatia funzioni, mentre al contrario vi sono vari studi che negano la sua efficacia.

A questi ultimi si è aggiunta ultimamente un'analisi del massimo organismo australiano per la ricerca medica, il National Health and Medical Research Council, o NHMRC, che sulla base della revisione di 225 pubblicazioni a riguardo è giunto alla conclusione che l'omeopatia non serva assolutamente a niente. Secondo gli scienziati dell'associazione in questione, infatti, non esiste malattia per cui vi sia una prova attendibile dell'efficacia di questa pratica: non c'è ragione fondata per dire che essa funzioni meglio di una pillola di zucchero. Dunque, rivolgersi all'omeopata può rivelarsi non solo inutile, ma anche molto rischioso, poiché può indurre a rifiutare trattamenti di comprovata validità o a ritardarne l'impiego.

Ovviamente non manca lo scetticismo anche attorno ad una tale conclusione: chi difende l'omeopatia, infatti, potrà sempre credere che l'organismo di salute australiano voglia favorire gli interessi delle case farmaceutiche a discapito di quelle dell'omeopata. La stessa Associazione Australiana di Omeopatia, denominata AHA, é intervenuta a riguardo, chiedendo che venga adottato un approccio più ampio nell'analisi dell'efficacia di questa pratica di medicina alternativa, prendendo in considerazione una valutazione economica di larga scala che tenga in considerazione il principio della scelta dei pazienti nel decidere per la propria salute e rispettarlo.

Tuttavia, è innegabile una certa approssimazione quando si parla di certi studi: e d'altronde lo stesso principio su cui si fonda l'omeopatia, similia similibus curantur, non possiede alcun fondamento scientifico. I ricercatori australiani puntano il dito contro gli organismi istituzionali, che promuovono e approvano corsi di omeopatia per seguire i quali gli studenti sono costretti a sborsare diverse migliaia di dollari: si spera che questa analisi possa convincere diversi soggetti a bloccare la vendita, l'utilizzo e la distribuzione di questi prodotti, sovente soggetti anche a sconti da parte delle associazioni private, alla luce della loro conclamata pericolosità. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
National Health and Medical Research Council, Associazione Australiana di Omeopatia

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