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Yoga e religione

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Pubblicato il: 17-03-2015

La pratica yogica è necessariamente legata ad un culto?

Yoga e religione © Thinstock

Sanihelp.it - Spesso i praticanti dello yoga, soprattutto quando si avvicinano per la prima volta ad un centro serio, si chiedono se questa scienza millenaria li obbligherà, nel tempo, a cambiare religione.

Ogni insegnante indicherà, rispetto a tale domanda, la stessa ovvia risposta: no. Lo yoga, infatti, non è una religione e non comporta una conversione da parte del praticante.

Esistono allievi cattolici, buddhisti, ebrei e musulmani, e ognuno di essi potrà beneficiare dello yoga in tutti i suoi aspetti. Infatti, la meditazione, l'ascolto di sé, l'introspezione, sono tutti elementi presenti nel percorso delle maggiori religioni del mondo, dall'Induismo al Cristianesimo, e un cattolico potrà comunque andare in chiesa e pregare anche se pratica yoga.

È vero che le origini della scienza yogica poggiano anche sulla religiosità indiana, ma il collegamento è più di tipo storico che non attuale. Tanto che gli insegnanti di yoga appartengono a culture, background e trascorsi molto differenti gli uni dagli altri. 

Così, quando in una meditazione si indicherà al praticante di connettersi al Divino, esso potrà prendere i propri personali riferimenti. Se sarà ateo potrà semplicemente concentrarsi sulla propria interiorità e sull'elevazione personale.

Quindi, se è vero che si consiglia sempre di diffidare dalle scuole che cercano di portare verso un culto gli allievi, è anche vero che gli insegnanti seri saranno in grado di rapportarsi con la spiritualità di ogni membro della propria classe in modo aperto, sincero e corretto. 



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Stefania D'Ammicco

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