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Nutrire il cervello: dieta e malattie neurologiche

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Pubblicato il: 17-03-2015

È questo lo slogan scelto dalla Società Italiana di Neurologia per insistere sull'importanza dell'alimentazione nel prevenire la demenza e la comparsa dei disturbi cognitivi.

Nutrire il cervello: dieta e malattie neurologiche © Thinstock

Sanihelp.it - Dal 16 al 22 marzo, in tutto il mondo, si celebra la Settimana mondiale del cervello (Brain Awareness Week): in Italia la Società Italiana di Neurologia (SIN) ha deciso di dedicare la settimana all’importanza della corretta nutrizione per la salute del cervello.

Il cervello per conservarsi in buona forma e in piena efficienza va nutrito correttamente sia con gli alimenti giusti che con la cultura e l’esercizio fisico.

Molto spesso non si riflette abbastanza su quanto un’alimentazione frettolosa e poco equilibrata possa danneggiare le strutture cerebrali: seguire una dieta vegetariana (in Italia si contano circa 4 milioni di persone) aiuta a ridurre il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari, ma seguire la forma vegana, ovvero la forma più restrittiva, può determinare una carenza di vitamina B12 che può innalzare i livelli circolanti di omocisteina, una molecola che si associa con un aumentato rischio di sviluppare demenza e malattie cerebrovascolari.

L’Alzheimer è la causa più frequente di demenza e colpisce, solo in Italia, ben 700mila persone: per prevenirla è importante scegliere un’alimentazione povera di colesterolo, ricca di fibre, minerali e antiossidanti questo significa consumare frutta e verdura di stagione e scegliere, come condimento unico o almeno prevalente, l’olio extravergine di oliva.

Una corretta alimentazione non solo aiuta a prevenire molti disturbi della mente, ma in alcuni casi aiuta anche a meglio conviverci: è il caso della malattia di Parkinson.

Le persone afflitte da questa malattia devono seguire una dieta a basso contenuto proteico, ispirata alla dieta vegetariana: questo tipo si alimentazione, infatti, permette un miglior assorbimento della levodopa, il farmaco più utilizzato per la cura del disturbo che migliora la rigidità e la possibilità di movimento.

Questi pazienti, infine, devono in ogni caso prediligere un’alimentazione ricca di frutta e verdura in modo da poter contare su un grosso apporto di carboidrati e fibre che vadano a contrastare la perdita di peso, che così spesso si accompagna al Parkinson. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Società Italiana di Neurologia

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