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L'allattamento non va sempre interrotto

Farmaci e allattamento: le regole da rispettare

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Pubblicato il: 24-03-2015

Non è detto che una neomamma non possa curarsi solo perché sta allattando. Per non nuocere al bambino, basta seguire alcune semplici regole.

Farmaci e allattamento: le regole da rispettare © Thinstock

Sanihelp.it - L’allattamento al seno reca una serie di benefici di salute a breve e lungo termine sia per il bambino, sia per la madre: quanto più a lungo si allatta, tanto maggiore risulta il beneficio che ne deriva.

È dimostrato che nel bambino l’allattamento al seno protegge dalle infezioni e previene l’obesità; nella madre la durata dell’allattamento naturale sembra correlarsi con la riduzione del rischio di cancro al seno e altre patologie.

Pertanto l’allattamento al seno va sospeso solo quando vi siano reali e documentate controindicazioni mediche oppure per scelta della madre. La donna può trovarsi nella condizione di dover assumere farmaci, per questo il Ministero della salute ha redatto un vademcum utile per le neomamme. 

Fai riferimento al medico o ad altri specialisti per ricevere informazioni sui medicinali di cui hai bisogno; è meglio evitare il fai da te. Non tutti i farmaci da banco o i prodotti di erboristeria sono indicati in corso di allattamento al seno.

Alcuni farmaci che devono essere assunti dalla madre per patologie croniche, come l'insulina per il diabete o gli ormoni tiroidei sostitutivi per l'ipotiroidismo, se assunti correttamente e alle dosi indicate, non determinano nel neonato effetti collaterali significativi.

Non è detto che farmaci ritenuti necessari e a basso rischio durante la gravidanza, lo siano altrettanto anche in allattamento. Il medico potrebbe prescriverti un farmaco diverso, che a parità di efficacia sia più sicuro durante l’allattamento.  

Quando prendi un farmaco giudicato sicuro da un medico o da un centro specializzato, è preferibile assumerlo subito dopo la poppata, in modo da permettere al tuo corpo di metabolizzarlo. In questo modo arriverà al bambino la minor quantità possibile di farmaco.

Ricorda che, se necessario, è opportuno modificare l'orario in cui prendi il farmaco, per assecondare il naturale ritmo delle poppate del tuo bambino e non il contrario.  

La maggior parte dei farmaci passa nel latte, ma in misura limitata o molto limitata, senza determinare effetti tossici per il bambino, o dando solo effetti collaterali minori o trascurabili.

Quando si tratterà di prescriverti un farmaco, il medico, oltre a valutare i possibili rischi di effetti collaterali per il bambino a causa del passaggio del farmaco nel latte, terrà in considerazione che un’eventuale sospensione dell'allattamento potrebbe togliere al tuo bambino e a te i benefici dell'allattamento, che sono documentati.  

Questa valutazione viene effettuata dal medico in base alle caratteristiche del farmaco e alla situazione specifica tua e del tuo bambino, alle indicazioni/avvertenze riportate nel foglietto illustrativo del farmaco e ai dati della letteratura, consultando i Centri di riferimento per l’informazione sul farmaco.   

Un farmaco è giudicato compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti collaterali per il bambino sono poco probabili o, se presenti, comunque poco rilevanti. Eventuali effetti collaterali nel lattante dipendono dal tipo di farmaco assunto, ma anche da come la madre e il neonato metabolizzano il farmaco. Quando prendi un farmaco è bene che, se osservi cambiamenti nel bambino, li segnali tempestivamente al pediatra.  

Se devi assumere un farmaco controindicato in corso di allattamento al seno, ma solo per un periodo limitato di tempo (per esempio alcuni radioisotopi per la scintigrafia), potrai decidere di tirarti il latte e gettarlo via per il tempo di eliminazione della sostanza chimica, e riprendere successivamente l’allattamento.

Per consentire un’agevole ripresa alla fine di questo periodo, bisogna mantenere la produzione di latte. Il latte va estratto con regolarità, con frequenza simile a quella della poppata, manualmente o con l’ausilio di un tiralatte.

Se sai con anticipo quando dovrai assumere un farmaco controindicato, puoi organizzarti in modo tale da mettere da parte giornalmente una quota del latte spremuto, che potrà essere somministrato al bambino nei giorni in cui non potrai allattarlo direttamente. Il latte materno può essere conservato in frigo a temperatura di 4 °C per 4 giorni (7) oppure conservato nel freezer a -20°C per 6 mesi.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della salute

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