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La depressione dipende anche dalle abitudini a tavola

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Pubblicato il: 24-03-2015

Uno studio condotto presso l'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano ha evidenziato come all'instaurarsi di sintomi depressivi concorrono anche le cattive abitudini alimentari.

La depressione dipende anche dalle abitudini a tavola © Thinstock

Sanihelp.it - Mangiare male e di fretta, spesso per i ritmi frenetici imposti dalla vita moderna è di routine per molte persone, ma raramente ci si ferma a riflettere sul fatto che anche le cattive abitudini alimentari possono favorire l’insorgenza di depressione, un disturbo sempre più comune fra la popolazione generale.

Gli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano  hanno valutato le abitudini alimentari di 500 persone di età compresa fra i 18 e i 55 anni e hanno confrontato i dati così raccolti, con i parametri  stabiliti dai nutrizionisti, in campo alimentare, per abbassare il rischio di sviluppare depressione.

L’analisi degli studiosi è partita dalla prima colazione: bisognerebbe farla sempre, per avere le energie per affrontare la giornata; sarebbe buona abitudine consumare te o caffè, che per il loro contenuto rispettivamente in teina e caffeina, possono aiutare a migliorare, anche se temporaneamente, la concentrazione e a vincere la sonnolenza, tipica invece delle persone depresse che al mattino proprio non vorrebbero schiodarsi dal letto.

Dall’analisi degli esperti dell’Osservatorio è emerso che il 15% degli uomini e il 10% delle donne, non fa mai la prima colazione, il 50% degli intervistati non beve mai te, mentre a non bere mai caffè sono il 15% degli intervistati.

è bene consumare il caffè con moderazione: va benissimo a colazione, ma attenzione a non consumarlo a ridosso delle ore serali, quando può favorire l’insonnia e, stando alle ultime ricerche in merito, cominciare a soffrire di insonnia può preludere alla depressione.

Gli esperti si sono concentrati anche sull’assunzione di ferro, zinco e selenio tre elementi la cui carenza sembra favorire l’insorgenza di depressione.

Dalle interviste fatte è emerso che l’apporto medio di ferro per gli uomini e per le donne, si attesta intorno ai 14 mgdie, contro i 18 mg raccomandati dalle linee guida.

è bene ricordare che fra gli alimenti più ricchi di ferro si noverano il fegato, le cozze, le ostriche, le uova, la carne di cavallo e i legumi secchi, mentre sono buone fonti di zinco  il pesce, la carne rossa, i cereali, i legumi e la frutta secca; il selenio, infine, è abbondante nelle frattaglie, nelle ostriche e nelle vongole, in tutti i tipi di carne e nelle uova.

I livelli di serotonina, infine, un neurotrasmettitore coinvolto nelle variazioni di umore, sono ottimali solo a fronte di un adeguato consumo di carboidrati: quelli integrali, poi, aiutano a stabilizzare i livelli di glicemia e anche quelli di serotonina; ma solo un  terzo degli intervistati  consuma almeno due volte al giorno cereali integrali. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio Nutrizionale Grana Padano

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