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Valentina Vezzali contro l'ictus

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Pubblicato il: 07-04-2015

Aprile è il mese dedicato alla prevenzione dell'ictus cerebrali. Novità e iniziative, sostenute anche dalla campionessa di scherma.

Valentina Vezzali contro l'ictus © Thinstock

Sanihelp.itSeconda causa di morte a livello mondiale, terza nei paesi industrializzati (dopo malattie cardiovascolari e tumori), ma prima causa di disabilità, l’ictus non solo si può curare, ma anche prevenire nell’80% dei casi, seguendo adeguati stili di vita: un’alimentazione sana come prevede la dieta mediterranea, il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo.

A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) è impegnata in occasione di Aprile mese della prevenzione dell’ictus cerebrale, nell’organizzazione di iniziative di sensibilizzazione, prevenzione ed informazione in diverse piazze ed ospedali italiani (per info www.aliceitalia.org). Quest’anno con una testimonial d’eccezione, Valentina Vezzali.

La campionessa olimpica si è così espressa sul tema proprio in una recente intervista a Ok salute e benessere: « Credo che ci siano ancora troppi pochi centri specializzati a trattare con tempestività i casi di ictus, in tal senso la Sanità si deve sensibilizzare, perché la salute è un diritto di tutti e non ci devono essere malati di serie A o B». 

Ed è proprio la necessità di garantire parità di accesso alle cure appropriate a tutti i cittadini italiani, il messaggio centrale che A.L.I.Ce. Italia Onlus ribadisce quest’anno. Considerando che la terapia trombolitica può essere praticata soltanto da personale esperto e entro 4 ore e mezzo dall’evento, è necessario essere assistiti in un ospedale all’interno del quale ci sia un reparto dedicato, la Stroke Unit. Ma solo in pochissime regioni è attivo il cosiddetto Codice Ictus, uno specifico protocollo di emergenza che prevede il trasferimento del paziente con ictus direttamente presso la Stroke Unit più vicina, senza passare dal Pronto Soccorso di strutture che ne sono sprovviste.

Non meno importante è  la prevenzione, che deve essere attuata sin dall’infanzia, con uno stile di vita sano. «Credo che dovrebbe iniziare prima di tutto dal buon esempio dei genitori. I miei figli hanno un padre e una madre sportivi di professione, il più piccolo ha 22 mesi, ma il più grande, che ha quasi dieci anni, paradossalmente non ama fare sport. Il problema è che tende a ingrassare, così parlando con il pediatra abbiamo capito che dobbiamo essere più determinati ad aiutarlo a fare attività. Meno si muove e meno si muoverebbe» ha sottolineato nella già citata intervista la Vezzali. «Anche l’alimentazione è importante, per i bambini come per gli adulti, una dieta varia e povera di grassi, equilibrata e nutriente, è fondamentale».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
A.L.I.Ce. Italia Onlus, Ok salute e benessere

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