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Famolo protetto e green. Si può?

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Pubblicato il: 07-04-2015

Aumenta l'attenzione all'ambiente in tutte le sfere della quotidianità e anche il sesso si colora di green. A cominciare dai sistemi contraccezione. Ma conta anche l'efficacia.

Famolo protetto e green. Si può? © Thinstock

Sanihelp.itIl sesso può essere protetto e ecologico allo stesso tempo? «Dobbiamo sempre tenere presente l'equilibrio tra il rispetto dell'ambiente e i costi o i benefici che certi comportamenti possono avere per noi» spiega Emilio Arisi, ginecologo e presidente della Smic, Società medica italiana per la contraccezione che ha parlato metodi anticoncezionali eco-friendly all’Adnkronos. «Bisogna chiarire innanzitutto che quando parliamo di green contraception parliamo di sistemi non invasivi per il corpo e per l'ambiente».

Sono sicuramente molto green i metodi naturali, ossia il coito interrotto, il metodo di Ogino-Knaus, il metodo di rilevazione della temperatura basale, e il ricorso a quei piccoli dispositivi computerizzati (per esempio Persona) che permettono di calcolare i periodi fertili analizzando gocce di urina o di saliva della donna. Eco-friendly ma non per questo necessariamente sicuri ed efficaci: «Bisogna sempre controbilanciare con quelli che sono poi i rischi di gravidanza. L'indice di rischio del coito interrotto è almeno del 10-15%, mentre, per esempio Persona, come denuncia lo stesso foglietto illustrativo, ha un margine di rischio è del 5%» avverte il ginecologo.

Segue, in questa sorta di classifica ecologica, la spirale, meno verde dei precedenti ma più sicura in termini di controllo delle nascite: «Possiamo definirla abbastanza green  sia che si tratti di quella in rame che non rilascia nulla nel corpo e che ha il 2% di possibilità di fallimento, sia che se ne applichi una con progestinico la cui concentrazione è di 52 mg per cinque anni (a fronte della pillola che ne rilascia 100 mg al giorno) e dà una possibilità di fallimento del 2 per mille» spiega Arisi.

In penultima posizione, i profilattici, che dopo l’uso diventano un rifiuto (per quanto oggi ne esistano versioni più ecosostenibili, in lattice di gomma naturale o senza caseina). Ma attenzione: «Sono l'unico strumento per difenderci dalle malattie a trasmissione sessuale. Quindi pensiamo bene a che rischi andiamo incontro prima di decidere di non usarli» sottolinea lo specialista.

È la pillola il meno ecologico degli anticoncezionali: «Anche quelle di ultima generazione, con dosaggi ormonali molto bassi, hanno un impatto sull'ambiente perché è vero che comunque gli ormoni immessi vengono poi espulsi dalle urine» spiega il ginecologo. Certo, da questo punto di vista una gravidanza sarebbe ancor meno ecosostenibile: «Una donna gravida espelle più ormoni nelle urine in 9 mesi di quanto una donna che prende la pillola possa espellerne in tutto un ciclo fertile» conclude Arisi. «Solo che la gravidanza è una cosa bella, poetica e non può che essere considerata green».



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Adnkronos

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