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La caffeina è una droga?

È vero che la caffeina dà dipendenza? E che l'astensione genera malessere? Insomma, la caffeina è davvero assimilabile alle droghe propriamente dette? Scoprilo con noi.

Sanihelp.it - Abuso, dipendenza, assuefazione, crisi di astinenza: pesanti accuse ruotano da sempre intorno alla sostanza base di caffè & company: la caffeina.  
 
È ora di fare chiarezza sui reali poteri di questo alcaloide sull’organismo: come si svolgono i suoi effetti, quando intervengono (cioè quando c’è veramente abuso), cosa significa astenersi e se è possibile parlare di dipendenza.  
 
Innanzitutto è bene precisare che la vita della caffeina nell’organismo è breve e non vi è pericolo di accumulo. Assorbita a livello gastrointestinale, raggiunge dopo 15-45 minuti la sua massima concentrazione nel sangue, quindi diminuisce gradatamente, scomparendo dopo poche ore.

Gli studi affermano che, malgrado l’uso quasi universale di caffeina, questa è stata raramente oggetto di un vero e proprio abuso. «L’uso tende ad arrestarsi da solo», dice Jack Bergman, farmacologo comportamentale del dipartimento di psichiatria della Harvard Medical School.

«Quando si comincia ad avvertire una sensazione di nervosismo e irritabilità ci si ferma. Il raggiungimento di questo stato emotivo varia a seconda della suscettibilità individuale alla caffeina».

Ma cosa succede quando un consumatore abituale si astiene da caffeina?  
 
  Bergman: «Coloro che affermano di sentirsi un mostro alla mattina fino alla prima tazza di caffè descrivono in effetti una forma di dipendenza.  
Uno o più giorni senza caffeina possono in effetti procurare mal di testa, mancanza di energia e sonnolenza al consumatore abituale, ma in paragone con l’astinenza da cocaina o eroina, l’astinenza da caffeina è breve e senza effetti. I sintomi scompaiono in due o tre giorni, ma possono durare un settimana o più.

In ogni caso, il desiderio di evitare anche per un solo giorno quella fastidiosa sensazione di spossatezza può spiegare perché miliardi di persone consumano così tanta caffeina ogni giorno».

Più o meno simile l’opinione degli esperti dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione):  
«Sebbene la caffeina sia stata classificata come una sostanza psicostimolante (come le anfetamine e la cocaina), non ci sono dubbi che i suoi effetti siano di modesta entità.  
Infatti, a differenza degli altri psicostimolanti, non induce assuefazione e la dimostrazione deriva dal fatto che chi abitualmente la consuma non sente la necessità di aumentarne la dose. Inoltre, non induce comportamenti pericolosi».

Anzi, studi recenti hanno dimostrato che il consumo abituale di caffè non solo non induce fenomeni di dipendenza assimilabili a quelli degli stupefacenti, ma addirittura può aiutare negli esperimenti di astensione dalle droghe pesanti.
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Suggerimenti dalla rete:

di Roberta Camisasca 
Fonte: National Geographic January 2005
INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione)
Tags:  caffè caffeina dipendenza
Revisione: 06-12-2011

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