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Il glutine colpevole di un caso su 4 di colon irritabile

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Pubblicato il: 08-04-2015

Sanihelp.it - Se interrompe l’assunzione di cibi con glutine, un malato su 4 non soffre più dei sintomi e dei disturbi della sindrome del colon irritabile o ad altre alterazioni del funzionamento dell’apparato digerente. Lo mostra uno studio dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri.
 
Per comprendere quale fosse la reale causa dei disturbi lamentati dai malati, i ricercatori li hanno privati di alimenti con glutine per 3 settimane. Dopo questo periodo, l’alimento è stato reintrodotto ed è emerso che il 25% di loro manifestava di nuovo gravi sintomi. 

Pertanto è possibile ipotizzare che questi malati potrebbero essere sottoposti a una terapia esclusivamente basata sulla dieta, simile a quella per la malattia celiaca. Secondo i ricercatori, infatti, chi soffre di sensibilità a questa sostanza può, a seguito dell’indicazione del medico, alternare periodi di astinenza a fasi in cui può assumere glutine. 
 
Oggi la diagnosi della sensibilità al glutine avviene per esclusione: i malati che, pur presentando sintomi simili a quelli della celiachia e indotti dal glutine, non risultino, dopo esami ematici e biopsie endoscopiche, né celiaci né allergici al grano sono classificati come affetti da sensibilità al glutine. Si stima che questa condizione possa interessare tra il 5 e il 10% della popolazione italiana.

La sensibilità al glutine provoca sintomi clinici simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile (dolore addominale, gonfiore ecc) e manifestazioni extraintestinali (eczemi, prurito, cefalea ecc), che solitamente insorgono a breve distanza dall’assunzione di glutine e altrettanto rapidamente regrediscono in seguito a una dieta a esclusione.

Nonostante si tratti di una condizione abbastanza comune nella popolazione, i suoi meccanismi risultano a oggi solo parzialmente chiariti e da ciò deriva una gestione non soddisfacente dei malati.

Nel periodo di dieta priva di glutine chi è sensibile a questa sostanza deve seguire le stesse restrizioni imposte ai celiaci: consumare solo cibi privi di glutine, fare attenzione alla contaminazione degli alimenti, assicurarsi di usare pentole, stoviglie, posate e superfici pulite e non contaminate da questa sostanza, al ristorante chiedere sempre gli ingredienti delle pietanze.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri

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