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Alimentazione: arriva la carta d'identità per la carne

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Pubblicato il: 09-04-2015

Sanihelp.it - Finalmente arriva la carta d’identità della carne, dalla braciola all’abbacchio, dalle costolette all’arista, con l’entrata in vigore dal primo aprile in tutta Europa del nuovo regolamento che impone l’indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili.

È quanto afferma la Coldiretti nell’annunciare la novità scattata sui banconi dei supermercati, dove d’ora in poi per essere certi di portare a casa prodotto al 100% tricolore occorrerà scegliere la carne con la scritta origine Italia poiché sta a significare che tutte le fasi, dalla nascita all’allevamento fino alla macellazione si sono svolte sul territorio nazionale.

Si completa un percorso iniziato circa 15 anni dall’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, introdotta sotto la spinta dell’emergenza mucca pazza con il regolamento Ce 1760/2000 che impose l’obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione.

Dalla nuova norma restano escluse la carne di coniglio, particolarmente diffusa a livello nazionale, e quella di cavallo, oggetto del recente scandalo, ma anche le carni di maiale trasformate in salumi.

Una carenza che va colmata al più presto in una situazione in cui in Italia - denuncia la Coldiretti - 2 prosciutti su 3 sono fatti da maiali stranieri e la situazione è simile per salami, soppressate, coppe o pancette.

Su questi prodotti l’eventuale obbligo dell’origine dipenderà dagli studi che la Commissione Europea sta realizzando, con ritardo sui tempi previsti dal Regolamento 1169/2011, nonché dalle successive valutazioni politiche degli Stati membri.

Con l’entrata in vigore del Regolamento dovrà essere riportata una delle due seguenti indicazioni: allevato in e macellato in, seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo, oppure si può indicare origine con il nome dello Stato membro o del Paese terzo.

Il regolamento - precisa la Coldiretti - prevede delle specifiche casistiche sui tempi di permanenza in un determinato Paese e di peso raggiunto dall’animale, per poter indicare in etichetta qual è il luogo di allevamento e di macellazione.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Coldiretti

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