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Italia in testa per trapianti e donazioni

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Pubblicato il: 22-02-2005
Sanihelp.it - In Italia, a partire dal 1993, c’è stato un progressivo aumento del numero dei donatori e quindi dei trapianti.
Merito di un programma nazionale, che ha contribuito a creare collaborazione tra anestesisti e rianimatori e a stimolare l’opinione pubblica nell’accettazione della morte cerebrale.

Così, in 10 anni il nostro paese è arrivato ai vertici del numero di donatori di organi reperiti e trapianti effettuati, e si tratta di trapianti che inseriscono completamente le persone trapiantate nella vita sociale, nella loro famiglia, nel loro lavoro, nel loro mondo.
La qualità degli interventi è alla base di questi risultati positivi. «La nostra qualità è tra le migliori al mondo», afferma il direttore del centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa. «Non abbiamo esitazione a dirlo, e questo è un grande vanto dei medici italiani che hanno imparato dall’esperienza ma è anche un segno che il servizio sanitario nazionale funziona».

Quest’opera ha portato a una consistenza nazionale elevata in tutto il sistema trapianti, senza puntare soltanto su singoli centri come in America.
Man mano che aumenta la qualità e il successo dei trapianti, però, sempre più pazienti chiedono un trapianto, e la forbice tra chi lo richiede e chi lo ottiene aumenta.

Il futuro è la riparazione degli organi in tempi precoci, in modo da non arrivare allo scompenso terminale. Una grande speranza, che si basa sulla prevenzione e sull’utilizzo di cellule staminali.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute

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