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Avvistati gnomi e fate sull'Appennino romagnolo!

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Pubblicato il: 09-04-2015

Sanihelp.it - «Lassù sulle cime ventose, laggiù nelle valli di giunchi, nessuno osa andare a cacciare per tema dei piccoli ometti. Buona gente, piccola gente, che si raccoglie a frotte: verde la giacca, rosso il berretto, e bianca la penna del gufo!». Chiunque abbia letto del folclore irlandese nei racconti del grande William Butler Yeats, premio Nobel per la letteratura nel 1923, sa quanto i prati e i boschi intorno a Dublino siano completamente infestati di gnomi ed elfi. Solitamente, crescendo, l'esperienza e il raziocinio tendono ad inaridire la nostra fantasia e creatività: «forse questo vi sembrerà strano, ma la ragione vi ha un po' preso la mano», cantava Edoardo Bennato riguardo «L'isola che non c'è» di Peter Pan.

Ma siamo poi così sicuri che elfi e gnomi non esistano? L'agenzia stampa Adkronos ha in questi giorni battuto una notizia del tutto singolare: un cronista ha scovato, tra gli archivi del Corpo Forestale dello Stato, un fascicolo di quasi 15 anni fa, dove si parlava di strani avvistamenti sull'Appennino Tosco-Romagnolo. Il titolo del faldone in questione sarebbe del tutto eloquente: «Gnomi e fate nei boschi».

Comunicato stampa, mossa di marketing o semplice pesce d'aprile? Forse non lo sapremo mai: fatto sta che il classico giorno degli scherzi e delle bufale è oramai trascorso da più di una settimana, ma la notizia continua a rimanere. Gli avvistamenti si concentrerebbero precipuamente nella zona di San Piero in Bagno e Bagno di Romagna, dove esiste già un luogo di turismo «magico» con il Sentiero degli Gnomi e Gnomo Mentino. Sembra che all'interno del fascicolo esistano anche reperti fotografici, che testimonierebbero l'esistenza di questi esseri che, fino ad oggi, credevamo essere solo di fantasia: l'istantanea è sfocata, tuttavia si intravede chiaramente un omuncolo dalle orecchie allungate intento a mangiare la neve.

La persona che ha scattato la foto viene descritta nel rapporto della Forestale come «seria ed attendibile». Molto meno, al contrario, la testimonianza fornita al Corpo dello Stato da Pierluigi Ricci, che dichiara di aver visto un gnomo dei boschi mentre tentava di abbeverarsi alla fonte. La sua descrizione corrisponde perfettamente a quelle da manuale, tanto da risultare quantomeno sospetta: alto 25 centimetri, casacca azzurra, pantaloni marroni, stivali di pelo beige, cappello rosso e barba bianca.

D'altronde non è solo il folclore irlandese ad avere come protagonisti esseri soprannaturali: in quello romagnolo, per esempio, esistono i «Mazapégul», birichina famiglia di folletti dalle sembianze a metà tra un gatto e una scimmia e dal tipico cappello rosso composta da diverse tribù che si credeva assumessero sembianze umane per giacere con le donne. Che esista o meno, agenzia di stampa o pesce d'aprile, è sempre bello credere che nel mondo esista effettivamente qualcosa di magico che i nostri occhi poco allenati non sono in grado di vedere. Poiché sempre Bennato, a riguardo della sua «Isola che non c'è», ammonisce: «e ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Adkronos, Corpo Forestale dello Stato

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