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L'Europa al primo posto per le segnalazioni

Scuola e famiglia: come prevenire gli abusi sui bambini

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Pubblicato il: 14-04-2015

Scuola, famiglia e pediatri uniti per prevenire abusi e violenze sui bambini da parte di pedofili e delinquenti. Come riconoscere i segnali di disagio del piccolo.

Scuola e famiglia: come prevenire gli abusi sui bambini © Thinstock

Sanihelp.it - «La pedofilia è una vergogna e va combattuta con tutte le nostre forze. Noi pediatri dobbiamo essere al fianco delle famiglie e della scuola, sia per prevenire che per affrontare un'episodio di violenza» è quanto ha dichiarato il dottor Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), commentando il Rapporto annuale 2014 Pedofilia Crimini contro l’infanzia, redatto dall’associazione Meter dalla parte dei bambini onlus. 

Dal rapporto emerge che in un anno sono state scoperte 574.116 immagini pedopornografiche con bambini da 3 a 13 anni, 95.882 video pedofili (3-13 anni) e 621 tra foto e video pedo con neonati. Con il 46,62% l'Europa detiene il triste primato delle segnalazioni, seguita da Africa (24,67%), America (16,98%), Asia (12,93%) e Oceania (1,8%).

«Molte volte – spiega il dottor Leo Venturelli, pediatra di Famiglia Asl di Bergamo - l’abuso diretto è intrafamiliare, spesso maschile (partner della madre, zio). I segnali hanno spesso toni sfumati: vanno dall’uso del turpiloquio alla stanchezza strana e ingiustificata. Ma può anche verificarsi ritrosia a mostrare le zone genitali quando prima succedeva senza problema. O, viceversa, il bimbo mostra ostentazione in atteggiamenti provocatori o allusivi a comportamenti sessuali imitativi».

«Un bimbo che ha subito violenza e abusi è imbarazzato perché trattiene un segreto, appare rigido nei movimenti, tende a parlare poco, non guarda negli occhi l’interlocutore, a cui in realtà vorrebbe rivelare quella cosa che lo disturba - aggiunge la dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy - È bene che i genitori non si fidino del silenzio dei bambini: non sempre il dolore e la vergogna passano attraverso una manifestazione eclatante.

È bene entrare nella loro cameretta con la curiosità di chi gli vuole bene: che cosa hanno fatto durante la giornata, come si sono sentiti riconosciuti e come invece si sono sentiti mortificati? Così sarà possibile offrire un aiuto che parta dal riconoscimento di ciò che è importante per loro. Un bambino non potrà mai confidarsi se sente la preoccupazione del genitore, perché penserà che il suo problema aumenta il problema di papà e mamma.

La sorveglianza curiosa e amorevole dei genitori è oggi necessaria anche perché spesso il pericolo arriva direttamente nella loro stanza o nei luoghi per lui più intimi, attraverso un computer o uno smartphone collegato alla Rete. È difficile per un genitore gestire questa complessità e spesso o entra in ansia o fa finta di nulla, ma è proprio questo che oggi dobbiamo combattere: la desensibilizzazione».

«Bisogna fare molta attenzione all’uso eccessivo della Rete o di cellulari collegati a wifi, soprattutto nelle ore serali-notturne, nella stanza del ragazzino - aggiunge il pediatra - Spesso la polizia postale interviene nelle scuole sui problemi dei siti a contenuto pornografico, di Facebook, dell’uso consapevole delle immagini proprie o di amici in Rete. Ma anche in famiglia l'attenzione deve essere alta».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SIPPS - Istituto di Gestalt HCC Italy

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