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Runners do it better: i maratoneti sono i migliori partner

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Pubblicato il: 06-04-2015

Sanihelp.it - «Corri Forrest, corri!», gridava Jenny al suo amico Forrest Gump nel film omonimo. Le incredibili doti di runner del protagonista rimangono proverbiali anche a distanza di vent'anni dall'uscita della pellicola nelle sale: ed è grazie a quelle stesse qualità che il personaggio di Tom Hanks, nonostante un quoziente intellettivo inferiore alla media, fa la storia degli Stati Uniti, vincendo partite su partite di football a livello universitario, salvando alcuni suoi commilitoni durante la guerra in Vietnam e guadagnando così la medaglia all'onore, girando a ritmo di jogging in lungo e in largo il territorio americano per tre anni, due mesi, quattordici giorni e sedici ore, raccogliendo per strada ammiratori e semplici curiosi.

Il running è uno sport molto in voga in questo periodo storico: basti vedere quante persone partecipano alle varie maratone, amatoriali e non, sparse in giro per l'Italia e nel mondo. Si tratta di uno sport pulito, che tutti possono fare, in cui veramente l'importante è partecipare ad una grande festa e raggiungere il traguardo, non importa in quanto tempo: inoltre, cosa non da poco, non necessita di disponibilità economiche di rilievo, tanto che spesso i vincitori sulla lunga distanza provengono da paesi estremamente poveri. Oltre all'ovvia ragione del divertimento e del mantenersi in forma e in salute, secondo uno studio dell'Università di Cambridge esiste una motivazione molto importante per cui gli esseri umani, in special modo di sesso maschile, dovrebbero mettersi a correre: aumenta la loro virilità, il potenziale riproduttivo, la loro appetibilità agli occhi dell'altro sesso.

Secondo i ricercatori, infatti, è probabile che i maratoneti di oggi abbiano legami con antenati cacciatori, che nei tempi antichi rappresentavano un po' i calciatori odierni per le donne: il loro ruolo li rendeva più desiderabili, e perciò è possibile che questi avi abbiano determinato un vantaggio biologico che si è trasmesso di generazione in generazione. Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno analizzato 542 atleti che avevano preso parte alla Robin Hood Marathon a Nottingham, cronometrandone le prestazioni e registrando la lunghezza delle loro dita: questo perché studi precedenti avevano evidenziato come chi presentava un anulare più lungo dell'indice possiede maggior testosterone, caratteristica che aumenta la quantità di spermatozoi, la sessualità e aumenta il battito cardiaco.

Il risultati della sperimentazione hanno mostrato come il 10% dei corridori che presentavano una maggiore virilità terminavano la maratona in media 24 minuti e 33 secondi prima rispetto al 10% dei runner con minore mascolinità: ciò suggerisce come i migliori atleti in graduatoria rappresentavano anche i migliori partner a livello di fertilità e potenza sessuale. È probabile dunque che nella società dei cacciatori-raccoglitori, le donne osservassero le prestazioni di corsa degli esemplari maschili: migliori performance in questo senso li rendeva migliori cacciatori che portavano a casa più cibo, il che presenta come conseguenza una famiglia più larga e più in salute. E anche nel caso in cui in alcune tribù si distribuisse il cibo in parti uguali, un miglior cacciatore veniva considerato più generoso e intelligente, caratteristiche che si auspica vengano passate ai figli.

D'altronde, sempre secondo lo studio pubblicato sulla rivista specializzata PLOS One, gli uomini non possono essere paragonati agli altri animali, più esplosivi, come sprint nel breve, ma sul lungo percorso possiedono abilità paragonabili a quelle dei coyote e dei lupi. Tuttora, in certe parti dell'Africa e del Messico, si possono ancora vedere tribù che cacciano antilopi e gnu anche per 35 o 40 chilometri, scegliendo deliberatamente i momenti più caldi della giornata affinché gli animali si stanchino prima. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Cambridge, PLOS One

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