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Dopo il fumo, una legge antialcol?

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Pubblicato il: 23-02-2005

Sono una fumatrice e sono d'accordo con la legge sul fumo, tuttavia mi chiedo come mai non viene rispettata la mia libertà e quella di altre persone nei riguardi del divieto di consumare alcolici in pubblico.
In auto rischio la vita a causa di chi guida dopo aver bevuto (ricordo che l'alcol è una droga psicoattiva e che anche in modeste quantità modifica i comportamenti).
Insomma, se fumo una sigaretta all'aperto oppure in luoghi protetti danneggio solo il mio organismo e dopo sono la stessa di prima; se bevo all'aperto, in casa o in luoghi concessi, danneggio il mio organismo, creo un sacco di problemi agli altri e... vi assicuro che non sono più la stessa!

Fiorella B.

Sanihelp.it - Anticamente l’atto del bere era parte integrante dell’alimentazione e il vino era consumato solo ai pasti. Perfino all’estero noi italiani eravamo conosciuti come wine eaters, mangiatori di vino.  
 
Col tempo questa mentalità si è persa, sia per la bevanda, che non si riduce più solo al vino, sia per le quantità di alcolici consumate.  
Oggi il mercato propone una vasta gamma di bevande alcoliche, propagandate dalla pubblicità e normalizzate dalla vita comune.  
Un’altra sollecitazione sta nella discriminazione sociale di chi non beve.  
 
La questione, cara Fiorella, sta in questo cambiamento culturale: oggi il bere è un mezzo di accettazione sociale, perché fa sentire più trendy, rende disinibiti, favorisce la loquacità.  
 
Oggi prevale la voglia di sperimentare, perciò l’integralismo è da dimenticare, anzi, il messaggio da trasmettere è che bere è una libera scelta, ma è anche una responsabilità.  
Se si sceglie di bere, è bene farlo con moderazione, nelle circostanze in cui non ci si espone a rischi.  
 
Una legge anti alcol sulla scia di quella contro il fumo? Non si integrerebbe nella cultura nazionale.

La persuasione e l’informazione sono le strategie giuste: ecco perché la campagna del Ministero della Salute che verrà lanciata in aprile mirerà alla divulgazione di informazioni sull’uso equilibrato di alcolici.
I giovani devono sapere cos’è l’alcol e quali sono i suoi effetti.

Pochi sanno, per esempio, che l’OMS raccomanda di non superare i tre bicchieri al giorno.
E questa prescrizione era già nota, nel 300 a.C., all’ateniese Eubulus, che affermava che agli ospiti vanno servite solo tre coppe di vino: il primo brindisi va all’amicizia, il secondo all’amore, il terzo al riposo. E sta all’ospite non chiedere la quarta coppa, alzarsi e allontanarsi…  
Un consiglio… d’annata.

Per altre informazioni puoi chiamare il Telefono Verde Alcol 800 63 2000.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Risponde il dottor Emanuele Scafato, responsabile Alcol dell’Osservatorio Nazionale Alcol-OssFAD dell’Istituto Superiore della Sanità:

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