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Dieta vegetariana: tanti benefici, ma anche qualche rischio

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Pubblicato il: 20-04-2015

Sanihelp.it - In Italia i vegetariani costituiscono oltre il 6% della popolazione. Diverse le motivazioni che indirizzano verso questi stili alimentari: quasi un terzo (31%) lo ha scelto per rispetto degli animali, un quarto (24%) per motivi di salute, il rimanente 9% per tutelare l’ambiente.

Un’alimentazione a basso contenuto di grassi è quella dei vegetariani che prediligono un’alimentazione latto-ovo con assunzione di vegetali cotti e crudi, frutta, legumi, cereali, semi e frutta secca.

L’alimentazione vegetariana ha un impatto positivo sulla salute: diminuisce i rischi di ipertensione e diabete di tipo 2, riduce i livelli di colesterolo, incidendo soprattutto sui valori di LDL, il colesterolo cattivo, e riduce il peso, principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Tuttavia, uno studio inglese, che ha osservato un campione di popolazione notevole - 65.429 soggetti - ha rilevato un aumento del rischio di fratture del 30% nei vegetariani e una carenza di vitamina B12. 

Si stima che in diversi Paesi del mondo, tra cui l’Italia, la carenza di vitamina B12 a livelli potenzialmente rischiosi interessi più della metà dei vegetariani, arrivando al 62% nelle donne in gravidanza, quasi all’86% nei bambini e al 90% negli anziani (4,5).

Potrebbe non essere un problema se la carenza di vitamina B12 non fosse associata a disturbi neurologici e aumento dell’aterosclerosi, cioè dei danni alla circolazione responsabili del rischio di malattie cardiache.

Lo sostengono anche i risultati di un’indagine condotta in Austria, nell’ambito di uno studio che ha valutato lo stile di vita di 1.320 soggetti, compresi alcuni fattori che potessero abbassare o aumentare il rischio di determinate malattie. Di questi soggetti, 330 erano vegetariani, 330 mangiavano carne con un consumo elevato di frutta e verdura, 300 mangiavano poca carne e, infine, 330 soggetti seguivano un’alimentazione ricca di carne.

I risultati hanno evidenziato che i vegetariani hanno uno stile di vita più corretto, sono più attivi fisicamente, fumano meno e bevono meno alcol, ma hanno un aumento del 50% di attacchi di cuore (1,6%), rispetto a chi segue un’alimentazione ricca di carne (0,6%).

Nell’attesa che i risultati siano o meno confermati, è fondamentale prendere misure preventive per assicurare un apporto adeguato di vitamina B12, ricorrendo al consumo regolare di integratori fin da bambini.

Gli intensi processi metabolici che caratterizzano l’età evolutiva, infatti, comportano fabbisogni nutrizionali elevati e peculiari: per questa ragione eventuali stati carenziali, in particolare delle vitamine del gruppo B, a cui potrebbero essere esposti i bambini vegetariani (al pari di quelli costretti a regimi restrittivi, per esempio a causa di poliallergie), non soltanto riducono il potenziale di crescita staturale, ma sono anche in grado di causare danni irreversibili sullo sviluppo cognitivo e psichico. La disponibilità di integratori alimentari può consentire di prevenire il rischio di deficit nel pieno rispetto dei presupposti della dieta vegetariana.



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