Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Carcinoma gastrico

Tumore allo stomaco in calo in Romagna

di
Pubblicato il: 21-04-2015

Il convegno Percorsi del paziente affetto da tumore allo stomaco, svoltosi a Forlì, è stato l'occasione per fare il punto sul carcinoma gastrico. Si registra una diminuzione di incidenza nella zona della Romagna.

Tumore allo stomaco in calo in Romagna © Thinstock

Sanihelp.it - Il tumore allo stomaco rappresenta la quinta forma più comune di cancro in Europa. La zona della Romagna è una di quelle con la più alta incidenza e il più alto rischio di casi di tumore allo stomaco in Italia. In linea con quanto accade sul territorio nazionale però, nell’area Forlì- Cesena – Ravenna – Rimini si è ridotta l’incidenza del tumore allo stomaco. Si è passati da circa 1300 casi (nel periodo 1987-90) a circa 800 (dal 2005 al 2008).

Nel corso del Convegno  "Percorsi del paziente affetto da tumore allo stomaco", svoltosi il 10 aprile a Forlì, sono stati presentati i risultati ottenuti da un team multidisciplinare (composto da endoscopisti, patologi e chirurghi) che si è «occupato per anni di un percorso basato sulla prevenzione, realizzato con la collaborazione dei medici di famiglia, e sulla diagnosi precoce», spiega il dottor Luca Saragoni di Forlì.

«Grazie a queste strategie - prosegue Saragoni - oggi il tumore allo stomaco è quasi scomparso in Romagna nella popolazione sotto i 40 anni ed è in forte calo nei soggetti sotto i 60, mentre la sua incidenza si mantiene purtroppo ancora inalterata nella fascia degli ottantenni. In riferimento all’istotipo, il calo è da imputarsi al tipo intestinale, che risulta strettamente legato a fattori alimentari e ambientali. Insomma la gente di Romagna ha modificato, in meglio, le sue abitudini alimentari. Le diete ricche di cibi salati e con elevata assunzione di sale nella preparazione, nella cottura o a tavola, aumentano il rischio di cancro gastrico. Oggi si mangiano meno insaccati e carne alla griglia, che rappresentavano forti fattori di rischio, e sono migliorate anche le condizioni igieniche degli ambienti di vita, che favorivano il proliferare dell’Helicobacter Pylori, soprattutto in zone di campagna e collina».

«Attualmente Forlì detiene il primato della diagnosi precoce del tumore allo stomaco in Occidente e questo è uno dei motivi per cui è stato organizzato proprio qui il convegno. Dal 2000 al 2003 abbiamo registrato una percentuale di tumori diagnosticati in fase iniziale che andava dall’8 al 18%, nel 2013 siamo arrivati al 36%. Se teniamo conto che nel mondo occidentale la percentuale media è del 15%, è facile comprendere la portata dei risultati ottenuti in Romagna. Il dato non è invece confrontabile con i risultati ottenuti nel mondo orientale, in particolare in Giappone, dove, contrariamente a quanto avviene in Italia, è attivo uno screening organizzato di popolazione e quindi la percentuale sale al 50%-60%».

I medici di famiglia romagnoli, opportunamente formati da quelli ospedalieri, individuano i primi sintomi di un possibile cancro e indirizzano i pazienti in ospedale (prevenzione secondaria) dove i tumori in fase iniziale vengono trattati chirurgicamente (146 casi a Forlì dal 2011 al 2013), oppure per via endoscopica (51 casi dal 2011 al 2013).  

«Per merito di questa prevenzione secondaria il tumore viene diagnosticato in fase iniziale in una buona percentuale di casi, in modo tale che i pazienti guariscono, non muoiono più di malattia come una volta e vengono trattati, in un terzo dei casi, senza intervento chirurgico, solo con una resezione per via endoscopica, grazie alla competenza nel settore specifico dei professionisti», conclude Saragoni.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Ufficio stampa Ausl Romagna – Forlì

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
4.25 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti