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Cervello: individuata l'area dove nasce il piano B

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Pubblicato il: 28-04-2015

Sanihelp.it - Il piano B nasce in una regione precisa del cervello, la corteccia prefrontale mediale, quando siamo ancora concentrati su un’altra strategia, già alcuni minuti prima che il cambio di piano avvenga davvero.

Lo rivela uno studio dell’Università di Milano-Bicocca che ha esplorato il processo attraverso il quale le persone, durante l’esecuzione di un compito, decidono autonomamente e senza suggerimenti di cambiare la strategia di esecuzione.

La ricerca è stata condotta insieme a un team di studiosi della Princeton University, dell’Humboldt University e del Bernstein Center for Computational Neuroscience di Berlino. 

Gli autori hanno studiato cosa accade nel cervello nelle fasi antecedenti e successive alla scoperta di una nuova strategia. Sono stati coinvolti 36 volontari ai quali è stato richiesto di partecipare a un gioco, mentre l’attività del loro cervello era monitorata con risonanza magnetica funzionale.

I volontari dovevano rapidamente determinare la posizione di una nuvola di quadratini colorati che compariva su di uno schermo. Dopo circa 10 minuti dall’inizio del compito e all’insaputa dei volontari, i ricercatori inserivano un'associazione tra il colore della nuvola e la risposta corretta.

Questa associazione, se notata, poteva permettere ai partecipanti di cambiare strategia sfruttando il colore al posto della posizione e di risolvere quindi il gioco in modo più semplice.

Dopo un’ora di gioco, solo il 31% dei partecipanti ha individuato e sfruttato l’associazione fra colore e risposta, mentre gli altri hanno continuato a rispondere usando la posizione. I ricercatori hanno scoperto che solo nei volontari che avrebbero poi cambiato strategia, la corteccia prefrontale mediale teneva traccia del colore dello stimolo. Non solo, quella regione cerebrale cominciava a tener traccia del colore dello stimolo alcuni minuti prima che i volontari cambiassero strategia.

Questo segnale era così affidabile che i ricercatori hanno dimostrato come fosse possibile prevedere se uno specifico volontario avrebbe cambiato strategia o meno prima che ciò avvenisse effettivamente.

Lo studio ha quindi messo in rilievo la capacità del cervello di bilanciare al contempo due necessità: da un lato la necessità focalizzare le nostre risorse sulla strategia corrente ignorando tutta l’informazione non rilevante, dall’altro l’opportunità di lasciare una porta aperta a possibilità ancora ignote.

I risultati suggeriscono che questa regione simuli in background la strategia alternativa per valutarne l’appropriatezza, mentre il comportamento visibile è ancora determinato dalla strategia corrente.

Ciò aiuterà a comprendere meglio il ruolo della corteccia prefrontale mediale nella cascata di eventi che portano a un cambio di strategia e, più in generale, a comprendere meglio il ruolo della corteccia prefrontale nel pensiero umano.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Milano-Bicocca

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