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Inviare sms in sala operatoria ha un effetto anestetico

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Pubblicato il: 05-05-2015

Sanihelp.it - Oramai gli sms fanno parte della nostra vita quotidiana, tanto che quasi non esiste promozione telefonica che non comprenda anche una discreta quantità di messaggini da inviare. Certo, le applicazioni per comunicare scrivendo dal nostro cellulare sono oramai talmente tante, e per lo più gratuite o quasi, che persino i 160 caratteri stanno vivendo un periodo di relativa flessione: tuttavia, rimangono comunque uno dei modi più semplici e veloci per informarci a vicenda su ciò che si sta facendo in un determinato momento.

Esistono ovviamente frangenti in cui mandare sms è pratica sconsigliabile e molesta. Molte persone sono solite utilizzare questo metodo di comunicazione persino al volante, quando la strada e gli ostacoli che essa presenta dovrebbero essere le uniche cose su cui occorre concentrarsi: o al cinema, quando l'unica fonte di luce ed attenzione dovrebbe derivare dalle immagini che scorrono sullo schermo; o, perché no, sul tavolo operatorio, onde non disturbare il lavoro di dottori ed infermieri, impegnati a sistemare il nostro corpo.

Se siete tra i tanti a cui non era mai neanche passato per l'anticamera del cervello di mandare messaggini durante un intervento chirurgico, sappiate che fino ad ora avete sbagliato: perché in realtà non solo non dovrebbe rappresentare una fonte di disagio per i medici, ma si tratta di una pratica anestetica, che diminuisce la percezione del dolore. Almeno questo è quanto emerge dallo studio dei ricercatori americani della Cornell University, pubblicato in questi giorni sulla rivista specializzata Pain Medicine.

Secondo l'equipe di esperti statunitensi, infatti, comunicare attraverso messaggi di testo durante un'operazione contribuisce ad alleviare le fitte dell'intervento, a prescindere da quale sia la nostra soglia di resistenza al dolore, da sempre ampiamente soggettiva. Il cellulare potrà dunque rappresentare un'alternativa a punture e siringhe, anch'esse tutt'altro che una carezza? Forse, e d'altronde non è certo la prima volta che i ricercatori si concentrano su opzioni diverse da quelle dell'anestesia. Qualche tempo addietro uno studio aveva preso in considerazione l'ipnosi come efficace metodo alternativo al sedativo.

Per giungere a questa conclusione, i medici della Cornell University hanno condotto una sperimentazione su 98 volontari sottoposti a piccoli interventi da svolgersi in anestesia locale e divisi in quattro gruppi in base alla fonte di distrazione prescelta: il primo gruppo giocava ad Angry Birds, semplice applicazione da telefonino che ha inaspettatamente riscontrato un proselitismo diffuso; al secondo gruppo era permesso di inviare sms ad amici e parenti; il terzo mandava messaggi a perfetti sconosciuti; il quarto rappresentava il gruppo di controllo, quello a cui non era concesso alcun dispositivo elettronico né passatempo.

Poveri loro: secondo quanto emerso dall'analisi, quest'ultima categoria è stata infatti quella che ha percepito il dolore maggiore, mentre a sorpresa la pratica che si è rivelata maggiormente anestetica è stata quella di scambiare sms con persone estranee. Comunque, anche Angry Birds e il messaggio ad amici e parenti si sono dimostrati in grado di diminuire la sensazione di dolore percepito. In termini medici, chi ha avuto la possibilità di ricorrere ad uno svago tecnologico presentava una probabilità di richiedere dosi aggiuntive di anestetico in media quattro volte inferiore rispetto ai colleghi. Un risultato sicuramente sorprendente, che dimostra l'importanza della distrazione: suggestionare il cervello, facendo il modo che si concentri su cose che esulano dal dolore, potrebbe rivelarsi il sedativo più efficace.  



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Cornell University, Pain Medicine

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