Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

I campanelli d'allarme e i consigli degli specialisti

La scuola sta finendo: aumenta il mal di testa

di
Pubblicato il: 12-05-2015

Boom di mal di testa nei bambini in primavera: colpa del clima, ma anche della scuola, che aumenta lo stress con prove ed esami finali.

La scuola sta finendo: aumenta il mal di testa © Thinstock

Sanihelp.it - Mezze stagioni critiche per i bambini che soffrono di mal di testa. In primavera aumenta la frequenza degli attacchi di cefalea. Questo accade perché gli emicranici sono molto sensibili a qualsiasi tipo di cambiamento: sbalzi termici importanti e repentini, alternanza sole/pioggia, ma anche modificazioni del ritmo sonno/veglia.

Inoltre, per i bambini in età scolare, l’aumento del numero degli attacchi in primavera è legato anche all’intensificarsi degli impegni di scuola in vista delle prove di fine anno (esami, giudizio finale) che li sottopone a uno stress maggiore.

L’emicrania è la malattia neurologica genetica più diffusa tra i piccoli. In Italia colpisce circa 10 bambini su 100. Il suo sintomo più conosciuto, la cefalea o mal di testa, tipico anche di altre patologie (per esempio influenza, riniti, faringiti) in età pediatrica ha un’incidenza ancora più alta: ne soffre oltre il 40% dei bambini. La percentuale raddoppia nell’adolescenza, arrivando a colpire fino all’80% dei ragazzi.

«In caso di cefalee ricorrenti la prima cosa da fare – sottolinea Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro Cefalee del Bambino Gesù di Roma - è rivolgersi al pediatra per capire se il mal di testa è espressione di emicrania (è così nel 60% dei casi), o sintomo di altre malattie come le infezioni delle vie aeree o di patologie cerebrali potenzialmente serie. Il secondo passo è contattare un Centro specializzato.

Qui i bambini sono seguiti da diversi specialisti, dal neuro-pediatra allo psicologo esperto in cefalee, lungo l’intero percorso (diagnosi, terapia personalizzata, follow up) e vengono sottoposti a un esame clinico completo. Solo nel 20% dei casi si rendono necessari ulteriori accertamenti tramite esami strumentali. In base alla diagnosi viene definito il trattamento più adatto».

Fino a 3 anni di pellegrinaggi tra medici tradizionali e alternativi, farmaci e esami clinici, prima di arrivare a una diagnosi corretta. Il problema è stato posto da Paidòss, l’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza.

A certificare l’attesa media per la diagnosi, 20 mesi con punte di 36, è stato uno studio coordinato da Bruno Colombo, responsabile del centro per la cura e la diagnosi delle cefalee dell'età pediatrica ed adulta dell'università Vita-salute, ospedale San Raffaele di Milano.

«Il genitore dovrebbe iniziare a preoccuparsi se anche lui soffre di emicrania – sottolinea l’esperto –: la familiarità, infatti, aumenta del 40% il rischio, e del 70% se a soffrirne sono entrambi i genitori. Poi si deve osservare il comportamento del bambino, che spesso non è in grado di comunicare bene il dolore. Un bimbo che soffre di emicrania si ritira dalle attività sociali, evita gli sforzi. 

La prima cosa che chiediamo ai genitori – spiega Colombo – è di tenere un diario delle crisi. Se si supera il limite di 4 attacchi al mese interveniamo. Dal punto di vista della terapia stiamo ottenendo buoni risultati con la Ginkgolide B insieme a coenzima Q10, vitamina B12 e magnesio, mentre in casi più gravi si possono usare gli antidolorifici a minore impatto. Ci sono poi dei cambiamenti di stili di vita, a cominciare dall’eliminazione di alcuni cibi. L’importante è non affidarsi al fai-da-te».

Secondo un altro studio sempre firmato dal professor Colombo, l’80% dei piccoli malati ha usato medicine alternative. «In questo caso è fondamentale parlarne con il medico, perché questo tipo di rimedi può avere interazioni con i farmaci tradizionali».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Paidoss e Ospedale pediatrico Bambin Gesù

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti