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Avete la sindrome di Peter Pan? Tutti a dieta, si vive più a lungo!

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Pubblicato il: 05-02-2002

La paura di invecchiare tormenta l'uomo da sempre: quali sono le strategie più studiate dai ricercatori per combattere questa “sindrome” che ha preso il nome dalla famosa fiaba di Walt Disney?

Sanihelp.it - Una delle battaglie che da sempre impegna l’uomo di qualsiasi razza è quella contro l’invecchiamento. Fin dalle antichità sono stati utilizzati i rimedi più disparati come la magia, la superstizione, la stregoneria con le sue erbe etc. ma senza risultati apparenti. L’unica evidenza è che la durata della vita è aumentata mentre sembra che l’atteso miglioramento della qualità sia ancora un traguardo da raggiungere.

Ma non disperiamo; attualmente la guerra si combatte sempre più serrata su questi due fronti. Quali sono le strategie maggiormente studiate per consigliare a tutti un elisir di eterna giovinezza?

Il metodo più convalidato sembra quello della restrizione calorica. Roditori, insetti, pesci, vermi ed altre specie sono stati “immolati” alla scienza per dimostrare che una restrizione calorica fra il 30 e il 60% poteva provocare un prolungamento della durata di vita. I medesimi risultati sono stati rilevati con esperimenti simili condotti sulle scimmie. Nell’uomo vengono utilizzati studi di tipo “osservazionale”. Nei residenti di Okinawa, in Giappone, che per abitudine, conducono tutti una dieta ipocalorica, si è rilevata una probabilità di 40 volte maggiore di diventare centenari.
Quali sono le ipotesi che spiegano i risultati osservati?

Sostanzialmente si pensa a un puzzle di quattro meccanismi: rallentamento della velocità di formazione delle cellule; diminuzione dei valori di glicemia che eviterebbe il danneggiamento di alcuni tipi di proteine a lunga vita; modificazione del funzionamento dei recettori per l’insulina e riduzione del danneggiamento da radicali liberi.

Si ipotizza che i radicali liberi giochino il ruolo principale; infatti il 2-3% dell’ossigeno contenuto nel nostro organismo viene trasformato in radicali liberi che sono deleteri per la nostre molecole e sono in grado di provocare danni ai tessuti molto simili a quelli che produce l’invecchiamento. Il glucosio partecipa, in gran parte, alla loro produzione ed ecco spiegato il perché riducendo l’apporto di zuccheri si diminuisce l’azione negativa dei radicali liberi.
Queste scoperte sono ancora a livello teorico in quanto nessun ricercatore è stato in grado di dimostrare che esista un legame diretto tra il calo di produzione di radicali liberi e l’aumento dell’aspettativa di vita. Inoltre non sono ancora perfettamente noti tutti gli effetti collaterali della restrizione calorica oltre alla diminuzione della temperatura corporea, del metabolismo e del volume degli organi interni.

Quindi se soffrite della sindrome di Peter Pan in alternativa al “patto col diavolo” per rimanere giovani potete provate con una dieta ipoglicemica ipocalorica ed equilibrata e con un supplemento di antiossidanti ma, mi raccomando, con moderazione!


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Redazione Sanihelp.it

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