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Test pressione-caviglia-braccio svela danni a cuore e reni

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Pubblicato il: 03-06-2015

Sanihelp.it - È un test poco noto, ma molto utile ed efficace. Basta misurare la pressione alla caviglia e fare il rapporto con quella presa come di consueto al braccio per avere un'indice accurato di rischio cardiovascolare: chi infatti ha un indice pressorio caviglia/braccio, o ABI index, inferiore a 0.9 ha una probabilità di una volta e mezzo più elevata di avere le arterie invase dall'aterosclerosi e soprattutto di andare incontro a un veloce deterioramento della funzionalità dei reni.

Lo dimostra una nuova analisi della Società Italiana di Medicina Interna, pubblicata su British Medical Journal Open, secondo cui per chi soffre di  fibrillazione atriale, la valutazione dell'ABI index potrebbe aiutare a individuare coloro che hanno maggior bisogno di un monitoraggio stretto della funzione renale. Stando ai dati emersi dall'indagine, un individuo con fibrillazione atriale su 5 ha l'ABI index troppo basso ed è quindi a rischio particolarmente alto di insufficienza renale.

La fibrillazione atriale è l'aritmia cardiaca più diffusa: una persona su 4 la sviluppa nel corso della vita e in Italia i malati sono oltre un milione. Gli esperti della SIMI hanno deciso di valutare se vi sia un'associazione fra la pressione arteriosa registrata in diversi distretti corporei e il pericolo di danni renali e cardiovascolari in questi individui, andando a rianalizzare i dati di circa 900 partecipanti di uno studio osservazionale.

La nuova analisi ha mostrato che solo il 23% dei malati ha una funzione renale normale, uno su 3 ha almeno un lieve deficit. I risultati mostrano soprattutto che i soggetti ad alto rischio di rapida progressione del danno renale, e quindi a maggior rischio cardiovascolare in generale, possono essere riconosciuti efficacemente e semplicemente con un test di rapida esecuzione: basta misurare la pressione alla caviglia, al braccio e poi farne il rapporto per ottenere un'idea precisa del pericolo di insufficienza renale.

Un indice ABI basso è un marcatore di aterosclerosi sistemica e soprattutto di danno vascolare. Individua non solo i problemi vascolari delle coronarie o delle arterie cerebrali, ma anche della circolazione in organi-chiave per la salute generale e cardiovascolare come i reni. Per questo può essere molto utile per riconoscere chi è a maggior rischio di danno cardiovascolare e renale e quindi, per esempio, ha necessità di un più stretto monitoraggio di parametri indicativi della funzionalità renale, come la creatininemia.



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SocietÓ Italiana di Medicina Interna

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