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Sclerosi multipla: l'importanza di una città... sensibile

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Pubblicato il: 04-06-2015

Sanihelp.it - I risultati della ricerca realizzata da Eurisko Vivere la città con la sclerosi multipla sono stati il punto di partenza per un laboratorio multidisciplinare, coordinato dall’architetto e ingegnere Carlo Ratti, Direttore del MIT Senseable City Lab di Boston,  dedicato al superamento della disabilità.

Secondo la ricerca, il sentimento di frustrazione e rassegnazione per gli ostacoli che si incontrano fuori casa avvertito dai malati è controbilanciato dalla fiducia nelle nuove tecnologie per migliorare la qualità di vita. La sclerosi multipla colpisce circa 2,5-3 milioni di persone nel mondo, di cui 600.000 in Europa e circa 75.000 in Italia. 

La diagnosi avviene nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni d’età, quando le persone sono nel pieno della vita attiva, e ha quindi un forte impatto sociale. Le conseguenze della disabilità non si riducono alla sofferenza psicologica, ma implicano costi sociali e lavorativi al di fuori della dimensione domestica. 

Le persone con sclerosi multipla vivono diffuse situazioni di emarginazione, discriminazione e impoverimento derivanti dalla malattia e dalla condizione di disabilità. Le persone si scontrano con difficoltà di accesso agli spazi, all’informazione, ai servizi, che comprimono le potenzialità della persona nei diversi contesti di vita, a partire dal lavoro.

Per poter decidere liberamente della propria quotidianità e costruire in piena autonomia il proprio presente e futuro la persona con sclerosi multipla ha bisogno di un ambiente intelligente, in grado di adattarsi ed evolvere rispetto ai bisogni mutevoli dettati dalla patologia. Per questo servono reti, innovazioni, nuovi modelli e approcci culturali.

Dall’incontro che ha visto la partecipazione di pazienti, famigliari, studenti di architettura, design, medicina e fisiatria sono emerse una serie di linee guida che dovrebbero ispirare la Sensible City: deve essere un abito su misura per tutti, che non si ferma agli spazi civici, ma pervade il privato proponendo un sostegno adeguato ai disabili anche nel contesto lavorativo, in quello relazionale e ludico-ricreativo.

Le istituzioni e le amministrazioni sono tenute a guidare il processo, ma anche le imprese possono fare la loro parte passando da un concetto di CSR a una vera e propria innovazione sociale d’impresa. I portatori di disabilità, le associazioni dei pazienti devono essere parte attiva del processo portando proposte costruttive e non errendendosi alla minaccia di isolamento. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Tavolo di lavoro Smart city e Sclerosi multipla

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