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Bimbi: 10 regole contro le infezioni intestinali in vacanza

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Pubblicato il: 09-06-2015

Possono dare problemi di salute anche seri. Per alcune c'è il vaccino. Fondamentale il rispetto di norme igieniche e comportamentali, a casa e soprattutto in vacanza.

Bimbi: 10 regole contro le infezioni intestinali in vacanza © Thinstock

Sanihelp.it - Le gastroenteriti rappresentano una vera emergenza sanitaria, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità: ogni anno, nel mondo, l’infezione da Rotavirus, la più diffusa, causa circa mezzo milione di decessi sotto i 5 anni; di questi, l’80% circa si verifica nei Paesi in via di sviluppo. Nei Paesi industrializzati come l’Italia, dove la mortalità è bassa, nell’ordine di pochi casi per anno, il Rotavirus costituisce tuttavia la prima causa di ricovero per diarrea entro i 5 anni di vita.

A volte definita erroneamente influenza intestinale, la gastroenterite è un’infezione molto comune che riguarda lo stomaco e l’intestino ed è causata per lo più da virus come Rotavirus, che colpisce soprattutto i bambini più piccoli, e Norovirus, che colpisce anche gli adolescenti e gli adulti, o da batteri tra cui Salmonella e Clostridium difficile. Siano esse virali o batteriche, le gastroenteriti sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito, diarrea o dolori addominali.

In Italia, dal 2006, è disponibile un vaccino orale contro il Rotavirus che permette di immunizzare i bambini a partire dalla quarta settimana di vita. Riguardo, invece, il Norovirus al momento sono in fase di sviluppo due vaccini, indicati anche per adolescenti e adulti: uno contro il Norovirus e un altro combinato contro Norovirus e Rotavirus. Entrambi potranno essere disponibili nel giro di 2-3 anni.

«Il vaccino contro il Rotavirus dovrebbe essere raccomandato a tutti, come sottolineato dalle linee guida internazionali – commenta la professoressa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di pediatria ad alta intensità di cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano e Presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – soprattutto per quei bambini che vanno all’asilo molto presto, per le categorie a rischio come i bambini prematuri o chi, per esempio, è costretto a dover fare molte visite in ospedale.

Invece, in Italia non si fa per vari motivi: non è previsto nel calendario nazionale delle vaccinazioni e quindi non viene indicato dai pediatri di famiglia, dovrebbe essere fatto precocemente, già dalla 6° settimana di vita e il ciclo vaccinale andrebbe completato entro l’8° mese e infine non è gratuito».

Nei casi di gastroenteriti virali, la principale via di trasmissione del virus è quella oro-fecale, sebbene talvolta la diffusione possa avvenire anche per contatto o attraverso secrezioni respiratorie. Poiché il virus è stabile nell'ambiente, la trasmissione può avvenire attraverso l'ingestione di acqua o cibo contaminato o a causa del contatto con superfici contaminate.

La diffusione da persona a persona attraverso la contaminazione delle mani è la più diffusa negli ambienti comunitari, per esempio negli asili nido o in situazioni particolari come i viaggi in crociera: portare alla bocca cibo contaminato da mani non lavate (ma anche un bicchiere, una stoviglia o una posata maneggiate da mani contaminate da virus o batteri della gastroenterite), può rappresentare un importante fattore di rischio.

La malattia ha un periodo di incubazione di circa due giorni, dopo i quali insorgono febbre, disturbi gastrici, vomito e diarrea per 3-8 giorni. Nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una forma blanda di diarrea, i malati guariscono senza trattamento. Tuttavia è consigliabile assumere probiotici, ossia microrganismi, quali il Lactobacillus GG, in grado di migliorare l’equilibrio della microflora endogena.

Nei casi di diarrea acuta, la principale problematica è la disidratazione, comune soprattutto nei bambini con meno di 2 anni di età. I segni sono: ridotta produzione di urina, sete eccessiva, secchezza della bocca e sonnolenza insolita. Non vanno utilizzati né antibiotici né farmaci antiemetici.

Secondo l'Istituto superiore di sanità, circa 1 bambino con diarrea acuta su 40 necessita del ricovero in ospedale per la somministrazione di fluidi per via endovenosa, ma di solito il trattamento è aspecifico e consiste nella reidratazione per via orale per compensare la perdita di liquidi. Vanno, però, evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati. È raccomandabile, poi, non smettere di mangiare, meglio se leggero, in pasti piccoli e frazionati.

Tra le gastroenteriti batteriche, oltre alle salmonellosi associate al consumo di uova e prodotti a base di uova crude o carni poco cotte di pollo e maiale, sempre più diffuse sono le infezioni da Clostridium difficile: il fattore di rischio più comune per quest’infezione è l’uso degli antibiotici, specialmente quelli ad ampio spettro (quelli cioè che sono in grado di eliminare diversi tipi di batteri). 

La cura delle forme di diarrea causate da infezioni da Clostridium difficile avviene attraverso un trattamento orale con antibiotici quali metronidazolo o vancomicina. Il rischio di recidiva è del 30% e in alcuni casi è stato impiegato con successo il trapianto fecale. Al momento, è in fase di sperimentazione anche nel bambino un nuovo farmaco, la fidaxomicina.

La prevenzione delle infezioni gastroenteriche si basa prevalentemente su misure igieniche e comportamentali, da seguire a casa e in vacanza:

1. Lavare le mani con acqua e sapone o un disinfettante a base di clorexidina dopo essere stati alla toilette e prima di mangiare o manipolare del cibo.

2. Porre attenzione alla conservazione dei cibi: non consumare carne, insalate, salse tenute a temperatura ambiente per più di 2 ore.

3. Mantenere la temperatura del frigorifero tra 1 e 4°C.

4. Se non si è certi della provenienza, consumare la carne ben cotta ed evitare uova o salse fatte con uova crude.

5. Evitare cibi contaminati potenzialmente a rischio come molluschi e mitili crudi.

6. Consumare solo latte pastorizzato.

7. Evitare le contaminazioni tra cibi, avendo cura di tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti.

8. Proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori

9. Non condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie

10. Quando si viaggia in zone con scarse condizioni igieniche, bere solo acqua in bottiglia, non consumare verdure crude e frutta sbucciata, evitare il ghiaccio.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
WAIDID, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici

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