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I pericoli delle lenti a contatto: più batteri nell'occhio

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Pubblicato il: 01-06-2015

Sanihelp.it - Nonostante siano generalmente ritenute un'invenzione moderna, la nascita della lente a contatto viene addirittura attribuita a Leonardo Da Vinci e a uno dei suoi geniali esperimenti. Cartesio ne perfezionò l'idea circa un secolo dopo, spiegando come appoggiando un tubo riempito d'acqua con una lente all'estremità perfettamente sovrapponibile alla cornea annulla o riduce le anomalie dell'occhio. Tuttavia, per la nascita delle prime lenti a contatto come le intendiamo noi occorre attendere il 1887, quando l'oculista tedesco Adolf Gaston Eugen Flick ne creò un rudimentale, poco maneggevole modello derivato da vetro marrone.

Da lì in poi i passi avanti a riguardo sono stati enormi, tanto che alcuni prediligono le lenti a contatto agli occhiali: a volte si tratta anche di un vezzo estetico, visto che possono far provare l'ebbrezza di avere occhi di diverso colore e forma, facendo addirittura apparire le nostre pupille come quelle di un felino. Tuttavia occorre fare attenzione, poiché secondo uno studio recente della NYU Langone Medical Center di New York, presentato durante il Meeting della Società Americana di Microbiologia tenutosi in questi giorni a New Orleans, il rischio di mettersi un oggetto esterno nell'occhio è quello di trasferire alcuni pericolosi batteri al suo interno.

La ricerca americana è stata effettuata su venti volontari: nove di questi erano soliti indossare le lenti a contatto, mentre undici no. Esaminandone la superficie dell'occhio, gli scienziati hanno evidenziato una serie di batteri diversi rispetto, per esempio, a quelli presenti nella pelle della palpebra: tuttavia, la congiuntiva dei portatori di lenti a contatto ha mostrato una concentrazione di batteri, tra cui Lactobacillus, Methylobacterium, Acinetobacter e Pseudomonas tre volte superiore rispetto a chi non utilizzava questo strumento.

L'ecosistema batterico di chi indossa le lenti è risultato maggiormente simile a quello della pelle rispetto a quello dell'occhio: la colpa andrebbe dunque ascritta proprio a questi dispositivi medici, che aumenterebbero dunque il rischio di infezioni e infiammazioni. Questo spiegherebbe il motivo per cui, dal 1970 in poi, si sia andati incontro ad un aumento dell'incidenza delle ulcere corneali: future sperimentazioni andranno condotte per comprendere se questa ripercussione sia dovuta al toccare una parte tanto sensibile col proprio dito, o se sia causata dalla pressione delle lenti che altera il sistema immunitario dell'occhio.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
NYU Langone Medical Center, Meeting della SocietÓ Americana di Microbiologia

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