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Tumori

Monica Guerritore racconta la sua battaglia

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Pubblicato il: 03-06-2015

Nel 2006 ha scoperto di avere un tumore al seno, affrontato con successo grazie anche alla diagnosi precoce. La sua testimonianza alla manifestazione voluta da Veronesi.

Monica Guerritore racconta la sua battaglia © Web

Sanihelp.it - Otto anni fa Umberto Veronesi ha ideato Ieo per le donne, una manifestazione in cui chi ha vinto un cancro, o ci sta provando, può raccontare la sua esperienza. Nell’edizione di quest’anno tra le intervenute a portare la propria testimonianza c’era anche l’attrice Monica Guerritore, guarita da un tumore al seno, da lei definito un «incidente di percorso assolutamente inaspettato».

Era il 2006, infatti, quando l’artista, dopo essersi sottoposta a un accertamento su consiglio della ginecologa, ha scoperto di avere un piccolo nodulo maligno, che le è stato rimosso proprio all’Istituto europeo di oncologia in modo del tutto mininvasivo. «Grazie alla diagnosi precoce non ho avuto bisogno di altre terapie, né è stato necessario asportare il seno» ha raccontato la Guerritore.

Ciò nonostante, ha voluto spendere alcune parole proprio sull’intervento che spaventa molte donne che temono di perdere così anche la loro femminilità: «Non è un intervento di asportazione del seno a compromettere il nostro essere donna. È questa corsa a riempire seni, zigomi, colli, labbra che devasta una persona» ha dichiarato, ricordando comunque come sacrosanta la chirurgia ricostruttiva. «Noi siamo materia vitale . E mentre tutte le donne che devono essere operate per un cancro al seno poi recuperano una forza anche più grande di prima, la chirurgia estetica è materia fredda che limita la tua forza. Invece la vera bellezza è proprio questa forza di esprimersi, quella che nasce da dentro e si sprigiona da ogni singola molecola del nostro corpo, anche da un occhio che cade».

Cosa resta dopo il tumore? «La percezione della mortalità, di essere vulnerabile. Quando lo scopri l'attenzione si sposta dal corpo all'anima» ha continuato la donna, dando un ultimo prezioso consiglio a quante sono ora nella malattia: «Bisogna condividere il dolore. Lo faccio sempre recitando i miei personaggi e aiuta, perché se sai che la tua stessa paura la stanno vivendo anche altri, allora la paura si divide» .

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