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Il composto curativo sarebbe contenuto nell'erba del tuono

Dalla medicina cinese, un trattamento contro l'obesità

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Pubblicato il: 03-06-2015

La tripterina è un composto contenuto nell'erba del tuono (pianta utilizzata da secoli nella medicina cinese) che potrebbe presto fornire un trattamento efficace per l'obesità.

Dalla medicina cinese, un trattamento contro l'obesità © Web

Sanihelp.it - Un estratto della cosiddetta erba del tuono (o Lei Gong Teng, rampicante noto con il nome scientifico di Tripterygium wilfordii), pianta utilizzata da secoli nella pratica della medicina cinese, permetterebbe di sopprimere l’appetito e favorire un dimagrimento tale da raggiungere una perdita del 45% del peso corporeo.

Questa la scoperta operata da un gruppo di scienziati dell’Harvard Medical School in collaborazione con il Boston Children's Hospital, dove sono stati analizzati sul modello animale gli effetti di un composto contenuto nell’erba del tuono chiamato tripterina (o celastrol), capace di influenzare l’attività dell’ormone leptina che a sua volta agirebbe sul senso di fame, sopprimendolo.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Cell, potrebbe costituire un importante passo verso la formulazione di nuovi ed efficaci trattamenti per l’obesità.

«Nel corso degli ultimi due decenni, sono stati compiuti innumerevoli sforzi per trattare l'obesità agendo sui livelli di leptina, sforzi che hanno sempre finito per fallire» commenta l'autore dello studio il dottor Umut Ozcan, endocrinologo presso il Boston Children's Hospital e la Harvard Medical School.

La leptina infatti è un ormone che segnala al cervello quando l’organismo ha incamerato - attraverso l’assunzione di cibo - abbastanza carburante ed energia. Coloro che soffrono di carenze di leptina tendono a mangiare voracemente e a diventare obesi, motivo per cui gli scienziati hanno sempre pensato che agire sui livelli di leptina avrebbe permesso di ottenere dei miglioramenti efficaci nel trattamento dell'obesità.

Ma l’applicazione pratica si è rivelata molto più complessa della teoria: l’assunzione di leptina infatti, non ha mai permesso ai pazienti obesi di ridurre l’appetito e quindi l'assunzione di cibo.

Anzi, proprio per il fatto che la somministrazione di leptina nei pazienti obesi (testimoniata dagli alti tassi dell'ormone nel flusso sanguigno) non ha mai ottenuto alcun effetto, molti ricercatori hanno ipotizzato che la causa principale dell’obesità non fosse la carenza ma piuttosto l’insensibilità delle cellule alla leptina, un'ipotesi che purtroppo, nonostante gli studi eseguiti, non ha comunque portato alla formulazione di farmaci utili alla cura dell'obesità.

Grazie a questo nuovo studio però, la squadra di ricerca guidata dal dottor Ozcan ha scoperto come la tripterina sia invece molto efficace nell’aumentare la sensibilità delle cellule umane e animali alla leptina: dopo una settimana di trattamento infatti, i topi obesi hanno ridotto dell’80% la quantità di cibo ingerito, giungendo alla fine della terza settimana con il 45% di peso corporeo in meno (corrispondente quasi per intero ai depositi di grasso bruciati).

La squadra del dottor Ozcan è quindi già impegnata nella comprensione dei meccanismi sottesi all’obesità, prima di passare alla sperimentazione della tripterina sull’uomo.

«Questo studio evidenzia come ci sia ancora la possibilità di agire sulla leptina, così come di creare un trattamento per l'obesità che risulti davvero efficace – conclude il dottor Ozcan – Se la tripterina dovesse funzionare negli esseri umani come funziona nei topi, potremmo aver trovato un modo con cui trattare l'obesità e migliorare così la salute di migliaia di pazienti affetti da questa patologia e dalle relative complicazioni (tra cui rientrano il diabete di tipo 2, nonché diverse malattie cardiache ed epatiche)».



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Cell

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