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Endocrinologia

La tiroide di Vittoria Belvedere lavorava troppo

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Pubblicato il: 09-06-2015

Dopo la prima gravidanza ha scoperto di soffrire di ipertiroidismo. Prima ha provato a trattarlo con i farmaci, ma dopo il secondo parto ha dovuto ricorrere alla chirurgia.

La tiroide di Vittoria Belvedere lavorava troppo © Web

Sanihelp.it - In Italia 6 milioni di persone, nella maggior parte dei casi donne, hanno malattie della tiroide, ma la metà non lo sa, perché spesso i sintomi sono lievi, generici, e quindi non facili da collegare con certezza alla patologia tiroidea che li provoca. Per un po’ è successo anche a Vittoria Belvedere: attorno ai trent’anni ha cominciato a manifestare una sorta di acne giovanile sul viso, curata per due anni come tale, senza successo.

Solo quando si è rivolta a un medico, che le ha prescritto esami per la tiroide, ha scoperto di soffrire di ipertiroidismo, cioè che la sua ghiandola lavorava troppo. «Sono rimasta senza parole. Mi sentivo bene, lavoravo moltissimo, ero sempre affamata e piena di energia. Forse addirittura troppa. Tutti sintomi inequivocabili, mi ha spiegato l’endocrinologo a cui mi sono immediatamente rivolta» ha dichiarato l’attrice in una recente intervista a Ok salute e benessere. Si era anche accorata di essere particolarmente irascibile e di avere anche un tremore alle mani, che attribuiva ai troppi caffè e sigarette consumati e all’ansia diventata mamma per la prima volta. 

Ha cominciato subito una cura con farmaci antitiroidei e per qualche anno è stata sufficiente: «Cercavo solo di non fare troppo caso alla lieve sporgenza del bulbo oculare e del gozzo, tipica dell’ipertiroidismo» ha spiegato Vittoria. Poi ha avuto la seconda figlia e tre mesi dopo la sua nascita il peggioramento: il gozzo era diventato evidentissimo e il collo si era gonfiato a dismisura. È stato quindi necessaria prima una terapia con iodio per ridurre le dimensioni della tiroide e poi l’operazione chirurgica per asportarla completamente (tiroidectomia).

«L’intervento in anestesia totale è durato circa tre ore, e dopo quattro giorni ero a casa. Ma le conseguenze non sono state facili. Ho dovuto lavorare combattendo contro una forte perdita di capelli, ero anche costretta a togliere il cerotto chirurgico che serviva ad attenuare l’evidenza della cicatrice, per coprirla con foulard e sciarpine» ha continuato la Belvedere. Da allora prende quotidianamente la terapia ormonale sostitutiva degli ormoni tiroidei (una compressa di levotiroxina sodica) e si sottopone a controlli semestrali. Un anno e mezzo dopo l’intervento si è ristabilita e poi è diventata anche mamma per la terza volta.



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Ok salute e benessere

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