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Teenagers e dieta vegetariana: è veramente solo una scelta salutista?

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Pubblicato il: 04-02-2002

Secondo ricercatori statunitensi gli adolescenti che seguono una dieta vegetariana sarebbero maggiormente esposti a rischio di insorgenza di alterazioni dell'alimentazione su base psicologica e di suicidio rispetto ai propri coetanei che seguono una dieta a contenuto anche carneo.

Sanihelp.it - Lo studio rileva che gli adolescenti vegetariani sono più attenti al loro peso ed al loro aspetto fisico, che spesso il medico li ha informati di una possibile insorgenza di disordini dell’alimentazione su base psicologica e più spesso sono ricorsi a metodi più o meno salutari di controllo del peso quali pillole dimagranti, lassativi e vomito provocato. Rispetto ai propri coetanei hanno riferito di aver avuto più idee suicide o tentato il suicidio.

L’indagine pubblicata sul numero di dicembre del Journal of Adolescent Health riporta che i maschi, rispetto ai non-vegetariani, sono più propensi a pesarsi di più e a ricorrere a forme dannose di controllo del peso come provocarsi il vomito dopo aver mangiato.

Secondo la Dott.ssa Cheryl L. Perry, dell’Università di Minnesota, sembrerebbe che la scelta vegetariana degli adolescenti sia in realtà un “campanello di allarme” di disordini psicologici dell’alimentazione e/o un disturbo della propria immagine e del proprio ruolo nel sociale.

La ricerca ha svelato che circa il 6% di quasi 5000 studenti delle scuole medie e superiori intervistati in Minnesota dichiara di essere vegetariano, o di non mangiare carne rossa. Più di metà dei vegetariani ammettono di mangiare il pollo, circa il 42% non rinuncia al pesce, più di tre quarti consuma uova e circa l’80% fa uso di prodotti caseari.

La base di partenza della scelta vegetariana da parte degli adolescenti sembra essere più il controllo del peso che non la ragione salutista e questa ipotesi è rafforzata dai comportamenti messi in atto per “dimagrire”.

In genere, i semi-vegetariani sono quelli che tendono a controllare il peso non con l’aumento dell’attività fisica ma con tecniche dannose, rispetto ai vegetariani completi. Spesso questi soggetti utilizzano la dieta come un mezzo per il dimagrimento e potrebbero quindi essere il target per programmi di prevenzione contro i disturbi alimentari su base psicologica come l’anoressia.

I vegetariani si pesano più spesso e sono meno soddisfatti del proprio aspetto fisico rispetto ai non-vegetariani. Anche se sono attenti a consumare cibi più sani hanno in realtà frequentemente affermato di non curarsi particolarmente della propria salute.

Dall’indagine emerge che circa tre quarti dei vegetariani sono donne e circa la metà di razza bianca. Nonostante alcuni studenti abbiamo affermato di non voler essere causa dell’uccisione di animali innocenti, di non amare il gusto della carne, di pensare che il vegetarianismo sia una dieta più salubre, e di voler aiutare l’ambiente la maggior motivazione dell’essere vegetariani è il desiderio di perdere o mantenere il peso.

In realtà una dieta vegetariana potrebbe essere più sana rispetto ad una a base di carne rossa; parecchi studi hanno infatti dimostrato che i vegetariani adulti tendono a vivere più a lungo, sono più magri ed hanno minori probabilità di contrarre malattie cardiache o tumori rispetto ai consumatori di carne.

Similmente, gli adolescenti vegetariani potrebbero evitare i prodotti animali solo con lo scopo di tenersi in buona salute e non ricorrere a forme dannose di controllo del peso per stabilire una propria identità o affermare la loro indipendenza. Da precedenti ricerche risulta che mangiano più frutta, verdura, legumi e meno snacks dolci e salati; sono più sensibili verso la crudeltà contro gli animali e si interessano maggiormente ai problemi dell’ambiente rispetto ai loro coetanei.

In conclusione dai risultati delle ricerche emerge che mentre negli adulti il mantenere una dieta vegetariana è una scelta dettata soprattutto dal mantenimento dell’organismo in salute, negli adolescenti è spesso frutto di un disagio o di una forma iniziale di disturbo della personalità e deve essere prestata attenzione all’eventuale passaggio a forme di disturbi del comportamento alimentare ben più importanti.


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Redazione Sanihelp.it

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