Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Dal congresso Asco

Melanoma, l'efficacia dell'immuno-oncologia

di
Pubblicato il: 16-06-2015

Presentato a Chicago lo studio Checkmate -067 sul trattamento del melanoma; i risultati dimostrano le potenzialità della terapia di combinazione.

Melanoma, l'efficacia dell'immuno-oncologia © Thinstock

Sanihelp.it - Si è concluso lo scorso 2 giugno a Chicago il 51° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO); un appuntamento importante nel corso del quale sono stati presentati diversi studi. Uno di questi, il Checkmate -067, riguarda il trattamento del melanoma, una grave forma di tumore della pelle che in fase metastatica fa registrare alti tassi di mortalità.

Grazie ai nuovi trattamenti immuno-oncologici è possibile intervenire sul melanoma con una terapia di combinazione, come è stato fatto con l’HIV, per rendere il tumore una malattia cronica, con cui il paziente può convivere per tutta la vita.

Lo studio dimostra l’efficacia della combinazione di due farmaci, ipilimumab e nivolumab. «Con l’associazione di queste due armi si raggiunge fino al 55% di risposta obiettiva, rispetto per esempio al 40% ottenuto con la monoterapia con nivolumab», spiega il professor Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione »G. Pascale» di Napoli, presidente della Fondazione Melanoma e coordinatore delle Linee Guida sul melanoma dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). «La risposta obiettiva rappresenta un importante indicatore dell’efficacia del trattamento, strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioè alla sopravvivenza».

«Questi dati ottenuti con il regime di combinazione nivolumab e ipilimumab nel melanoma avanzato sono senza precedenti e mostrano risultati di efficacia mai osservati prima con farmaci immuno-oncologici. Con l’associazione abbiamo registrato tassi di risposta molto più alti e duraturi nel tempo, oltre a una significativa riduzione del volume tumorale, rispetto sia alla monoterapia con ipilimumab che a quella con nivolumab. Le risposte osservate nello studio CheckMate -067 dimostrano il potenziale di questo regime nei pazienti con melanoma metastatico. Questi risultati rafforzano le nostre convinzioni che le future terapie consisteranno nella combinazione di più farmaci immuno-oncologici, in grado di modulare il sistema immunitario per offrire ai pazienti con tumore opzioni di maggiore efficacia, più di quanto si possa ottenere con le attuali terapie. E questo approccio potrà essere applicato non solo nel melanoma ma anche in diversi tipi di tumore».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti