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Borse e disidratazione: due facce dello stesso problema

Uno sguardo giovane e riposato

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Pubblicato il: 14-07-2015

Occhi gonfi al mattino, sguardo stanco e opaco alla sera: il problema è sempre l'alterata concentrazione di liquidi. Ecco come affrontare questi inestetismi.

Uno sguardo giovane e riposato © Thinstock

Sanihelp.it - Secondo una web research condotta da Acuvue, il 48% degli italiani, specialmente donne, dichiara di guardare innanzitutto gli occhi quando incontra una persona nuova. Il 53% ritiene che gli occhi siano importanti anche nel determinare la bellezza di una persona.

La cura del contorno occhi è una delle maggiori preoccupazioni delle donne in fatto di bellezza, oltre a rappresentare una zona particolarmente sensibile: i segni di stanchezza compaiono facilmente in questa zona, in cui lo spessore  della pelle sfiora i 0,5 mm. Il contorno dell’occhio cambia poi in modo considerevole nel corso della giornata: al mattino, le palpebre sono appesantite e alterano lo sguardo per l’eccesso di liquidi (borse sottorbitarie), di sera, la disidratazione fa sì che le piccole rughe si accentuino, la parte inferiore dell’occhio appare incavata e le occhiaie risultano più visibili.

«Le borse si manifestano con un accentuarsi della regione sottopalpebrale, dovuto ad alterazioni del metabolismo dei grassi all’interno degli adipociti e della struttura del collagene - spiega il dermatologo Ivano Luppino - Possono essere causate anche da un’intensa esposizione solare e da sostanze chimiche.

La disidratazione invece è causata da una ridotta capacità della pelle di trattenere l’acqua all’interno dei tessuti: provoca mancanza di umidità e di sebo con conseguenti sensazioni di scarso comfort. Vento, variazioni di clima e smog agiscono negativamente. Il peggior nemico resta, però, il sole.

Per sua natura, la pelle ha la capacità di trattenere l’acqua negli strati più superficiali, così da mantenere un’adeguata idratazione – prosegue l’esperto - La localizzazione dell’acqua a livello epidermico sfrutta l’attività biochimica di specifiche famiglie di lipidi che hanno anche la funzione di rallentare lo spostamento dei liquidi dagli strati più profondi alla superficie.

Questo sistema di trasporto lipidico è coadiuvato anche dai glucosamminoglicani (GAG), zuccheri di cui fa parte l’acido ialuronico e che possiedono la capacità di legare un notevole quantitativo di molecole di acqua. Gli idratanti per il contorno occhi si fondano, tra l’altro, sull’abilità dei GAG di veicolare acqua all’interno dei tessuti e, soprattutto, di trattenerla all’interno degli stessi, favorendo  un’attenuazione dei danni da fotoinvecchiamento» .      

Per assicurare una buona dose di idratazione è fondamentale usare i prodotti giusti, dunque, ma anche la gestualità non è da trascurare. «La dose di prodotto da utilizzare è pari alla punta di una penna e l’applicazione inizia leggermente al di sotto della zona lacrimale, meglio se con l’aiuto di un bastoncino di cotone per non esercitare una pressione troppo forte. Il prodotto va picchiettato con piccoli tocchi e, subito dopo, steso delicatamente dall’interno all’esterno dell’occhio, verso la tempia». 

Anche la dieta può aiutare. «L’assunzione di alimenti che contengono nutrienti in grado di stimolare la produzione di acido ialuronico, come il licopene (presente, per esempio, in pomodori, meloni e pompelmi), può aiutare a regolarizzare il processo di omeostasi cutanea, al fine di preservare l’integrità del film idrolipidico».   

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