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Donne

Atrofia vulvo-vaginale, killer dell'intimità

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Pubblicato il: 14-07-2015

Colpisce una donna su due in menopausa e se non trattata diventa cronica. A settembre arriva un nuovo farmaco per constrastarla.

Atrofia vulvo-vaginale, killer dell'intimità © Thinstock

Sanihelp.itIrritazione, bruciore, prurito, infiammazione e dolore durante i rapporti sessuali: una donna su due in menopausa si trova ad affrontare sintomi di questo tipo, molto spesso sottovalutandoli e pensando che, come le vampate, possano sparire con il tempo.

Ma non è così: questi disturbi sono il sintomo dell'atrofia vulvo-vaginale che consiste nella progressiva modificazione della struttura del tessuto vaginale e vulvare in conseguenza della carenza di estrogeni, che portano ad un assottigliamento delle pareti della vagina che diventano più fragili e meno lubrificate. «Proprio perchè legata alla carenza di estrogeni, se non curata, si cronicizza e, al contrario di altri sintomi della menopausa, come le vampate di calore, nella maggior parte dei casi tenderà a peggiorare con il trascorrere degli anni» afferma Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano.

L’atrofia vulvo-vaginale, oltre ad intaccare la qualità di vita delle donne in post-menopausa, ha conseguenze molto forti anche sulla vita di coppia, sia da un punto di vista relazionale che sessuale. Ben il 67% delle donne che ne soffre evita l’intimità con il proprio partner.

«L’avversione ai rapporti a causa del dolore, la sensazione di rifiuto, i litigi e l’aggressività che ne derivano possono causare crisi di coppia gravi fino alla separazione» continua l'esperta. «Crea problemi anche all’uomo: la penetrazione è più difficile e, in alcuni casi può facilitare la comparsa di un vero e proprio deficit di erezione. Per molti uomini la secchezza è sgradevole e irritante perché si sentono rifiutati sessualmente, sebbene il problema sia prima di tutto fisico: senza estrogeni, manca la più potente spinta biologica alla lubrificazione».

Un problema che resta sotto diagnosticato, anche se esiste un semplice test, il Vaginal Health Index, che, attraverso l’analisi di 5 parametri (elasticità vaginale, secrezioni vaginali, ph, mucosa epiteliale, umidità della vagina) consente di arrivare ad un punteggio finale che definisce la presenza e il livello di severità dell'atrofia.

Attualmente si può alleviare ricorrendo alla terapia ormonale sostitutiva con estrogeni, sia per bocca sia locale, a lubrificanti non ormonali e a trattamenti locali con acido ialuronico o laser. «A settembre sarà inoltre a disposizione in Italia un nuovo farmaco da assumere per bocca, l’ospemifene, il primo non estrogenico,  indicato e approvato anche per le donne che hanno avuto un tumore al seno ed hanno completato il ciclo di trattamento, e per tutte le donne che non amano le terapie locali» conclude la specialista.



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