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Procreazione assistita: il 68% degli italiani dice sì

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Pubblicato il: 30-07-2015

Sanihelp.it - La fertilità e la procreazione medicalmente assistita sono temi di grande attualità nel nostro Paese. Secondo un’indagine Swg condotta su un campione di 1.000 italiani, la maggioranza ha sentito parlare di Pma ma il 72% si dichiara poco o per niente informato e c’è molta confusione.

In Italia nel 2013 sono nati 514.308 bambini, di questi ben 12.187 sono venuti alla luce grazie alla Pma (2,4%). Il Ministero della salute ha presentato a maggio 2015 il Piano nazionale per la fertilità e, di recente, il ministro Beatrice Lorenzin ha firmato le nuove linee guida.

Anche da un punto di vista culturale sono stati fatti molti passi avanti. Il 68% del campione si dichiara favorevole alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, soprattutto i più giovani (79%), e il 73% ritiene che sia un tema che riguarda un numero sempre maggiore di donne. Per l’84% la Pma è un progresso per la coppia infertile. Un dato trasversale alle diverse regioni italiane e alle età. 

La metà del campione ritiene che scegliere la Pma sia una decisione difficile da assumere, soprattutto rispetto alla famiglia, percentuale che sale al 56% nel Sud Italia mentre incontra meno resistenze al centro (41%) e al Nord (48%).

Inoltre, quasi la metà degli intervistati ha il timore che si tratti di tecniche che potrebbero portare a una selezione degli embrioni contraria all’etica. Percentuale più alta al Sud (54%) rispetto al Centro (34%) e al Nord (47%).

L’estero rappresenta un punto di riferimento per chi voglia affidarsi a tecniche di procreazione medicalmente assistita nel percorso di ricerca della maternità. I limiti di legge previsti dalla normativa italiana hanno avuto gran peso finora sulla scelta di rivolgersi a strutture oltreconfine.

Tra le principali motivazioni a supporto di questa scelta compaiono gli aspetti di carattere legislativo accanto a quelli burocratici (il 49% ritiene che si vada all’estero per la presenza di procedure e formalità meno complicate, il 40% per minori limiti di legge). Mentre, il 36% degli intervistati ritiene che in Italia siano poche le strutture con un’esperienza già consolidata.

Del 68% favorevole alla Pma, ben il 40% prenderebbe in considerazione l’ipotesi di andare all’estero e il 2% lo ha già fatto. Il 26% dei rispondenti afferma, invece, che preferirebbe rivolgersi a strutture presenti in Italia.



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Clinica Eugin

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