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L'espressività del volto conta più delle rughe

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Pubblicato il: 29-07-2015

Sanihelp.it - Una ricerca condotta in diversi paesi del mondo da Insight Engineers con il contributo di Allergan ha dimostrato l’importanza che assume l’espressività nella relazione con gli altri. Una persona su 2 osserva allo specchio la mimica facciale per controllare le proprie espressioni. Tre su 4 ritengono che il giudizio degli altri si basi sull’aspetto del viso.

E i segni dell’età? Il nuovo trend è non odiarli proprio tutti, difendendo il diritto ad apparire al meglio, ma senza forzature, valutando anche trattamenti di medicina estetica che assicurino un risultato naturale, come i filler dermici a base di acido ialuronico.

Nove persone su 10 affermano di utilizzare in modo consapevole l’espressività del volto a seconda delle situazioni. Le situazioni più comuni in cui ritengono che l’espressione del viso sia fondamentale è, per il 93%, un colloquio di lavoro, per l’81% la comunicazione quotidiana con gli altri. In particolare, l’89% degli intervistati ammette di usare la propria espressività per suscitare emozioni positive, come nel caso del corteggiamento.  

Questa consapevolezza si affianca a un certo grado di preoccupazione per il giudizio altrui: l’86% afferma di aver ricevuto commenti sul fatto di apparire stanco, anche se in realtà non si sentiva tale in quel momento e il 72% concorda nell’affermare che le persone esprimono un parere negativo o sbagliato sugli altri basandosi su una percezione soggettiva dell’aspetto del viso, ritenendolo più o meno stanco. E questo è motivo di preoccupazione per il 74% degli intervistati.

Anche i capelli o i denti rappresentano elementi rilevanti per l’immagine e l’espressività. Prova ne sia che il 25% ha effettuato un trattamento di sbiancamento dei denti – con punte del 37% tra gli uomini nella fascia 30-39 anni -  soprattutto in Italia e in Sud Africa. Le donne della stessa fascia d’età spendono invece di più per i peeling – circa il 28%, con punte maggiori in Germania e in Spagna.

Percentuali più alte si registrano per quanto riguarda il desiderio di effettuare un trattamento: il 46% vorrebbe effettuare lo sbiancamento dei denti, il 33% un peeling, mentre il 22% tra quanti non hanno mai provato, vorrebbe sottoporsi a iniezioni di filler dermici, con picchi del 26% in Italia. Le donne sono più propense degli uomini e registrano un 23%, contro il 12%.

Interessante un elemento: quando al campione è stata mostrata una grafica che riportava le diverse zone del viso sulle quali è possibile intervenire, l’interesse a provare il trattamento iniettabile è aumentato, raddoppiando in alcuni casi, in particolare per quanto riguarda la zona intorno agli occhi, la fronte e l’area tra le sopracciglia, la parte mediana del viso. Specialmente nella fascia più giovane aumenta la propensione al trattamento dopo aver visto la grafica, con differenze di oltre dieci punti percentuali.

Il 43% degli intervistati pensa che le immagini dei servizi fotografici siano troppo giovani e irrealistiche – ma non gli uomini, tra i quali il dato si abbassa al 31% - e tendono a dare una connotazione negativa del tempo che passa e lascia i segni sul viso.

Il 38% desidererebbe che le persone mature venissero presentate sotto una luce più positiva e non venissero utilizzati ancora termini quali anti-invecchiamento. Questo tema è molto sentito in Italia (43%), Germania (46%) e Spagna (47%) e tra le donne (51% contro il 36% degli uomini). Il 51% delle donne e il 36% degli uomini ha dichiarato una chiara preferenza per un messaggio più positivo che dichiari la bellezza di vivere con uno spirito giovane

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Allergan

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