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Ecco i rimedi omeopatici consigliati dall'esperto

Esposizione solare: occhio... agli occhi!

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Pubblicato il: 28-07-2015

In estate, quando ci si espone al sole, è consigliabile prendersi cura non solo della propria pelle ma anche degli occhi.

Esposizione solare: occhio... agli occhi! © Thinstock

Sanihelp.it - Così come per la pelle, l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, in assenza di adeguata protezione, può risultare alquanto dannosa anche per gli occhi. Uno dei problemi più comuni è legato all’esposizione in luoghi con molto riverbero, come la spiaggia, fatto a cui può conseguire l’insorgenza di congiuntivite attinica e/o irritativa, ossia infiammazioni della congiuntiva causate dall’esposizione ai raggi ultravioletti e dal contatto con il vento, il cloro o la sabbia.

«Nei casi di congiuntivite attinica o irritativa – suggerisce il dottor Giorgio De Santi, oculista esperto in omeopatia e dirigente medico presso l’Ospedale di Rho – per la sua azione antinfiammatoria e decongestionante, consiglio il collirio omeopatico Euphralia che contiene Euphrasia officinalis e Chamomilla vulgaris, due sostanze attive tradizionalmente utilizzate dalla farmacologia omeopatica per lenire i disturbi degli occhi. Ne vanno instillate tre o quattro gocce per quattro volte al giorno o al bisogno».

In concomitanza al collirio omeopatico, meglio se in formato monodose così da risultare privo di conservanti e sterile ad ogni somministrazione, è indicata anche l’assunzione di medicinali omeopatici che differiscono a seconda della sintomatologia.

«Consiglio Apis mellifica 15 CH se sono presenti secrezione congiuntivale, edema e gonfiore palpebrale, con dolore oculare pungente e bruciante, Mercurius solubilis 9 CH se è presente anche fotofobia e lacrimazione, e Belladonna 9 CH in caso di forte arrossamento e bruciore. Consiglio di assumere cinque granuli di ogni medicinale ogni due ore, riducendo l’assunzione al miglioramento dei sintomi» aggiunge il dottor De Santi.

Le radiazioni UV possono anche provocare scottature alla cornea, soprattutto in soggetti dagli occhi chiari. Se l’ustione è molto superficiale e causa arrossamento, lacrimazione e bruciore, è indicato un collirio omeopatico come Euphralia per un pronto sollievo.

«Consiglio anche degli impacchi a base di tintura madre di Euphrasia: ne bastano tre o quattro gocce in 150 millilitri di acqua tiepida. Una garza imbevuta in questo liquido e applicata all’occhio per venti minuti consente di decongestionare la palpebra e di attenuare i sintomi irritativi dovuti all’esposizione solare – suggerisce il dottor De Santi – Nel caso, invece, di abrasione corneale che provoca dolore, fotofobia e iperlacrimazione, si somministrano in genere farmaci analgesici per il dolore e colliri a base di antibiotici per evitare il rischio di un’infezione batterica».

Attenzione invece a fissare il sole troppo a lungo perché ci si espone al rischio di maculopatia fototraumatica, un danno talvolta irreversibile a causa della conseguente cicatrice che compare sull’area centrale della retina (la cosiddetta ‘zona maculare’).

«Per questa tipologia di danno non sono possibili terapie di recupero specifiche, perciò una raccomandazione tanto fondamentale quanto ovvia è quella di non guardare mai direttamente il sole – spiegano gli esperti dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (IAPB) Italia onlus – Nel caso in cui lo si voglia osservare, ad esempio quando si verifica un'eclissi solare, è necessario fare uso di filtri speciali (non bastano assolutamente quelli degli occhiali scuri, ma bisogna avere filtri specifici per la visione del sole in uso agli astrofili)».

Ma oltre all’esposizione ai raggi UV, anche le temperature elevate possono riscuotere effetti nocivi sulla salute degli occhi, dal momento che contribuiscono a far evaporare la componente acquosa del film lacrimale e ad aumentare così l’attrito nel movimento delle palpebre, con conseguente irritazione e arrossamento dell’occhio, senso di corpo estraneo, prurito e fotofobia.

«Soffrono di questo disturbo, chiamato ‘occhio secco’, soprattutto i portatori di lenti a contatto, (poiché le lenti contribuiscono all’aumento dell’evaporazione delle lacrime) e i pazienti che assumono determinati farmaci quali anticoncezionali, antistaminici, ansiolitici, antiipertensivi e antidepressivi» spiega il dottor De Santi.

«A chi lamenta secchezza oculare suggerisco anche in questo caso il collirio omeopatico Euphralia, perché riduce i sintomi da discomfort oculare e consente di riequilibrare il film lacrimale – aggiunge il dottor De Santi – Se anche la pelle e il viso del paziente sono secchi, indico inoltre Alumina 9 CH, cinque granuli, tre volte al giorno, per un mese».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Intervista dottor Giorgio De Santi, oculista esperto in omeopatia e dirigente medico presso l’Ospedale di Rho

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