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Ascoltare Mozart aiuta a prevenire gli attacchi epilettici

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Pubblicato il: 10-08-2015

Sanihelp.it - «Pensano che, essendo piccolo e giovane, da me non possa venire niente di grande». È indubbio come Wolfgang Amadeus Mozart, l'autore di questa citazione, abbia smentito tutti: prima del compimento del suo sesto anno d'età aveva già composto la sua prima opera, e fino alla sua morte, avvenuta a trentacinque anni, scrisse opere di eccezionale valore artistico. Il Grove Dictionary, prestigiosa enciclopedia inglese che tratta di musica e musicisti, lo definisce «il compositore più universale nella storia della musica occidentale»; secondo Herman Hesse, «un mondo senza Mozart sarebbe ancora più povero di un mondo senza Socrate».

Ascoltare i suoi geniali componimenti rappresenta un toccasana, per l'anima ma anche per il corpo. Una ricerca condotta su ventuno pazienti dalla Ohio State University Wexner Medical Center, e presentata nel corso della centoventitreesima edizione della convention annuale della American Psychological Association, ha mostrato come ascoltare la musica del compositore austriaco, ma anche del buon jazz come quello prodotto da John Coltrane, aiuterebbe a prevenire gli attacchi epilettici e le convulsioni. Questo perché, secondo la sperimentazione, gli epilettici reagirebbero in maniera diversa, rispetto alla persone normali, alle note. Gli esami hanno infatti dimostrato che sembra quasi che le onde cerebrali di una persona con questo disturbo si sincronizzino con la musica che ascoltano.

Secondo gli esperti, una delle motivazioni di questa peculiarità potrebbe risiedere nel fatto che nella stragrande maggioranza dei casi di epilessia conosciuti, circa quattro su cinque, le convulsioni hanno origine nel lobo temporale del cervello, la stessa regione che processa la musica. I soggetti venivano monitorati durante dieci minuti di silenzio, poi mentre ascoltavano la Sonata in D Maggiore, il Movimento Andante II (K448) di Mozart, infine l'opera di John Coltrane dal titolo «My Favorite Things». L'ordine in cui la musica veniva scelta risultava assolutamente casuale: alcuni soggetti ascoltavano prima il jazzista americano, altri il compositore austriaco. Il risultato ha mostrato come le onde cerebrali dei pazienti con epilessia si sincronizzassero maggiormente alle note rispetto a quelle del gruppo di controllo.

La cosa ha fatto supporre ai ricercatori in questione che ascoltare musica possa essere un modo per prevenire le convulsioni nelle persone che accusano questo disturbo. Si tratta dunque di un'importante scoperta, volta non già a sostituire l'attuale terapia studiata per l'epilessia, ma a coadiuvarla: la musica di Mozart, per esempio, potrebbe essere utilizzata insieme al trattamento tradizionale, per aiutare chi soffre di questa condizione a prevenire violenti attacchi.  

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ohio State University Wexner Medical Center, American Psychological Association

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