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Tatuaggi: 13 italiani su 100 colorano o decorano la pelle

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Pubblicato il: 14-09-2015

Sanihelp.it - Sempre più decorata la pelle degli italiani. Secondo la prima fotografia scattata in Italia sul mondo dei tatuati, a scrivere indelebilmente sulla pelle sono quasi 7 milioni di persone, cioè il 12,8% della popolazione. 

A fronte di chi si tatua con lo scopo esclusivo di decorare il proprio corpo, lo 0,5% ha effettuato un tatuaggio con finalità mediche e il 3% per finalità estetiche. Sono alcuni dati dell’indagine elaborati dall’Ondico, l’Organismo notificato dispositivi e cosmetici dell’Istituto superiore di sanità.

Dai dati emerge che i tatuaggi sono più diffusi tra le donne (13,8% delle intervistate) rispetto agli uomini (11,7%). Il primo tatuaggio viene effettuato a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia tra i 35 e i 44 anni (29,9%). Circa 1.500.000 persone invece hanno tra i 25 e i 34 anni. Tra i minorenni la percentuale è pari al 7,7%. 

La maggior parte è soddisfatta del tatuaggio (il 92,2%), tuttavia ben il 17,2% ha dichiarato di voler rimuovere il tatuaggio e il 4,3% l’ha già fatto. Gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe, le donne soprattutto schiena piedi e caviglie.

Il 76% si è rivolto a un centro specializzato e il 9% a un centro estetico, ma ben il 13,4% lo ha fatto al di fuori dei centri autorizzati e ciò può costituire una rilevante fonte di rischio. Il 22% di chi si è rivolto a un centro non ha firmato il consenso informato. 

Secondo i dati, il 3,3% dei tatuati dichiara di aver avuto complicanze o reazioni: dolore, granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus. Ma il dato appare sottostimato. Solo il 12,1% si è rivolto a un dermatologo o al medico di famiglia e il 27,4% al proprio tatuatore, ma più della metà non ha consultato nessuno.

Solo il 58,2% si è informato bene: la percezione sui rischi considerati più frequenti riguarda le reazioni allergiche (79,2%), l’epatite (68,8%) e l’herpes (37,4%). Mentre soltanto il 41,7% è informato sulle controindicazioni.

Riguardo ai tatuaggi medici, è da considerare che anche una quota con finalità estetiche, per esempio il trucco permanente per le sopracciglia, è rivolto a persone allergiche al trucco convenzionale o a malati oncologici che, a seguito delle terapie, riportano caduta di capelli e sopracciglia.

Se si include il tatuaggio della palpebra, dell’arcata sopraccigliare e del contorno labbra, i malati raggiungono il numero di alcune decine di migliaia. Si ricorre ai tatuaggi (o dermopigmentazione) con finalità medica per coprire condizioni patologiche della cute, al fine di ripristinare l’aspetto di una cute sana e/o come complemento agli interventi di chirurgia ricostruttiva.



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Istituto superiore di sanitÓ

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