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Sei esploratore o abitudinario? Te lo rivelano i Big Data

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Pubblicato il: 10-09-2015

Sanihelp.it - «Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi», diceva il grande Marcel Proust. L'esplorazione di questo mondo ha da sempre ispirato l'uomo a grandi opere o grandi imprese: e persino laddove i satelliti ci fanno credere che della Terra, oramai, conosciamo anche i più intimi segreti, basta poco affinché la realtà smentisca tale assioma. La scoperta recente di una nuova Stonehenge in Gran Bretagna ne è un esempio lampante. Ad ogni modo, non sempre si ha l'indole, o le possibilità, dell'esploratore: per mille ragioni, o se vogliamo alibi, a volte si finisce col diventare semplicemente abitudinari.

Che siate degli abitudinari o degli esploratori, sappiate che comunque c'è qualcuno che controlla i vostri spostamenti e conosce perfettamente a che categoria appartenete: sono gli analisti dei dati, o meglio dei Big Data, che controllano i nostri movimenti attraverso ciò che di essi raccontano gps e cellulari. Una ricerca, che ha preso in considerazione migliaia di soggetti in rigorosa forma anonima, e condotta dai ricercatori del KDD Lab dell'Università di Pisa, in collaborazione con l'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa e con il Barabasi Lab di Budapest e Boston, è andata a studiare proprio questo aspetto della nostra personalità.

Secondo quanto si legge dall'analisi pubblicata in questi giorni sulla rivista specializzata Nature Communications, gli scienziati in questione hanno studiato tramite i Big Data le abitudini di viaggio di migliaia di soggetti, confrontandone i tragitti di routine, quelli cioè coperti per giungere ad esempio da casa a lavoro, e quello totale, ovvero sia relativo a tutti gli spostamenti compiuti. Chi tendeva a far coincidere le due statistiche, finiva nella categoria degli abitudinari: chi al contrario presentava una decisa discrepanza tra le due cifre, sono stati definiti come esploratori.

Le conseguenze della scoperta potrebbero non essere esattamente intuitive: d'altronde, sono in tanti quelli che tendono a dividere gli esseri umani in due categorie distinte. Ciò nonostante, per quanto strano possa sembrare, la ricerca potrebbe avere implicazioni mediche: per esempio, esploratori e abitudinari presentano ovviamente potenzialità ben differenti di diffondere epidemie su di un territorio. Inoltre, l'analisi telefonica ha svelato un certo grado di impermeabilità delle due categorie: vale a dire, gli esploratori tendono ad avere conversazioni più lunghe con altri esploratori. Ad ogni modo, si conferma una volta di più l'importanza dei Big Data su modelli e simulazioni di comportamento, che possono avere una ripercussione forte su variabili quali consumo energetico, inquinamento atmosferico e pianificazione urbana. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ di Pisa, ISTI-CNR Pisa, Barabasi Lab

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