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La pillola contraccettiva protegge dal tumore all'utero

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Pubblicato il: 11-09-2015

Sanihelp.it - Le donne che utilizzano contraccettivi orali (comunemente noti come ‘pillola’) anche solo per pochi anni, beneficiano di una protezione a lungo termine contro il tumore dell'endometrio, un abbassamento del rischio tanto maggiore quanto più a lungo è stata utilizzata la pillola.

Questo il risultato di una ricerca recentemente pubblicata su The Lancet Oncology, condotta dai ricercatori del Collaborative Group on Epidemiological Studies on Endometrial Cancer sui dati ricavati da trentasei studi epidemiologici precedentemente condotti, per un totale di 27.276 donne.

A seguito dell’analisi, i ricercatori hanno infatti rilevato non sole come negli ultimi cinquant’anni (1965-2014) l’utilizzo della pillola abbia permesso di evitare 400.000 casi di tumore dell’endometrio (di cui circa 200.000 nel corso dell'ultimo decennio), ma anche come, ad ogni cinque anni di utilizzo della pillola, corrisponda una riduzione del rischio per questo tipo di tumore pari al 25%.

«Peraltro, precedenti ricerche avevano già dimostrato come la pillola proteggesse dal cancro ovarico – aggiunge la professoressa Valerie Beral, autrice dello studio, dall'Università di Oxford – Solitamente ci si preoccupa del fatto che l’utilizzo di contraccettivi orali possa causare il cancro, ma in realtà, a lungo termine, la pillola riduce il rischio di ammalarsi di tumore».

«Questi dati sono davvero interessanti – commenta il professor Annibale Volpe, past president della Società Italiana della Contraccezione (SIC) – anche perché lo studio ha calcolato per quanti anni, a seguito dell’uso di contraccettivi ormonali, permanga il contenimento del rischio di tumore endometriale», una riduzione del rischio che, sul campione esaminato, si è mantenuta per oltre trent’anni dopo la sospensione della pillola.

«Considerato dunque il prolungamento dell’effetto protettivo dei contraccettivi ormonali anche dopo trent’anni dalla sospensione, e che l’insorgere del cancro endometriale avviene in tarda età – aggiunge la dottoressa Franca Fruzzetti, della Clinica Universitaria, Ospedale Santa Chiara di Pisa – è tempo di sfatare il mito che, dopo i trentacinque anni di età, la pillola non sia più consigliabile».

«Anzi, partendo chiaramente dal presupposto che per ogni donna esiste il contraccettivo ormonale adatto, data l’indiscutibile protezione primaria che offre, è consigliabile al gentil sesso continuare a prendere la pillola fino ad un’età più avanzata – conclude la dottoressa Fruzzetti – soprattutto alla luce del fatto che, sempre secondo lo studio, la protezione della pillola è talmente alta da risultare valida anche per quei soggetti che hanno più alta potenzialità di sviluppare un tumore all’endometrio, come per esempio le fumatrici o le donne in sovrappeso».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Tha Lancet Oncology; SocietÓ Italiana della Contraccezione (SIC)

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