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Dalla prevenzione alle cure

Il decalogo dell'ortopedico per i genitori

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Pubblicato il: 22-09-2015

Problemi congeniti? Ossa rotte? Traumi e cadute? Niente allarmismi. L'ortopedico spiega ai genitori come comportarsi.

Sanihelp.it - I piccoli e grandi traumi o la presenza di patologie ortopediche, in alcuni casi prima della nascita, possono mettere in allarme i genitori. È bene conoscere a quali rischi i bambini e gli adolescenti possono andare incontro, ascoltare i consigli dell’esperto e rivolgersi alle strutture più idonee. 

Il professor Antonio Memeo, direttore della Struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia pediatrica dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, dà 10 utili consigli e informazioni. 

1. Non allarmarsi nel caso di diagnosi prenatale: grazie a nuove metodiche di ecografia dinamica, è possibile effettuare una diagnosi precoce di alcune patologie - per esempio il piede torto congenito o la displasia congenita dell’anca – e individuare il metodo di intervento migliore.

2. Non sempre è necessario il gesso: oggi si cerca sempre meno di ricorrere alle immobilizzazioni e si utilizzano tecniche chirurgiche poco invasive che consentono ai piccoli di riprendere in breve tempo le attività di scuola e gioco. 

3. Oggi vengono utilizzate nuove tecniche di intervento con l’utilizzo di materiali innovativi: al posto dei cosiddetti chiodi, oggi si ricorre sempre più a materiali biodegradabili che danno garanzie di tenuta pari alle sintesi metalliche e non devono essere rimosse con una seconda operazione.

4. È possibile prevenire e trattare sofferenze tendinee e muscolari degli adolescenti in tempi brevi. Nella traumatologia dello sport, si possono trattare queste forme dolorose che rischiano di ripercuotersi anche sull’accrescimento dell’osso: lontani i tempi in cui si consideravano curabili solo con il riposo, oggi vengono trattate direttamente e le si può prevenire.

5. Esistono nuove tecniche di ricostruzione dei legamenti: la chirurgia mininvasiava permette di non intaccare le cartilagini di accrescimento e riportare in breve tempo la stabilità dell’articolazione (per esempio del ginocchio). Anche le tecniche artroscopiche permettono di risolvere patologie che in passato era più difficile trattare nei bambini e ragazzi e prevedevano decorsi molto più lunghi.

6. Sono sempre più diffuse le tecniche di fissazione esterna, sia per allungare gli arti, sia per correggere le deformità assiali e rotatorie congenite o post- traumatiche e le rigidità del piede torto congenita.

7. È possibile rivolgersi a centri specializzati per l’allungamento degli arti in caso di acondroplasia (nanismo): sebbene il periodo di degenza sia lungo, le nuove metodiche che consentono di allungare gli arti garantiscono una vita attiva e di relazione migliore, a scuola e nel gioco, permettendo di vivere i gesti della quotidianità in modo naturale.

8. Nel caso di tumori infantili è importante la diagnosi precoce: grazie alle nuove terapie mediche e chirurgiche si arriva alla guarigione senza ricorrere all’amputazione degli arti, anche attraverso l’utilizzo di nuovi farmaci antitumorali.

9. Nelle degenze medio-lunghe è possibile non perdere giorni di scuola: in alcuni centri specializzati, i bimbi possono usufruire di insegnanti qualificati che li seguono in compiti e lezioni.

10. È importante scegliere ospedali in cui la mamma può stare accanto al piccolo ricoverato e dormire nella stanza con lui o lei, per rendere la fase di degenza più accogliente e vicina all’esperienza quotidiana.

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Istituto ortopedico Gaetano Pini

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