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L'agnello: tenero, buono e fa bene

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Pubblicato il: 22-03-2005

A Pasqua non può mancare sulla tavola degli italiani l'agnello, simbolo religioso ma anche alimento ricco di proprietà nutritive. Ecco i consigli per non sbagliare.

Sanihelp.it - Per ebrei e cristiani l’agnello è il simbolo della Pasqua, ma se per i primi ricorda il sacrificio offerto al Dio d’Israele prima di partire dall’Egitto, per i cristiani simboleggia l’immolazione di Gesù, l’agnello di Dio.  
 
In Italia l’agnello non è molto diffuso: infatti tra i cittadini europei gli italiani sono quelli che ne consumano di meno (solo 2 kg all’anno a persona).  
 
Ed è un vero peccato, perché questa carne ovina ha un basso contenuto calorico ed è altamente digeribile: è quindi un alimento adatto quasi a tutti, a patto che venga sgrassato.  
Il consumo deve essere limitato solo da coloro che soffrono di gotta, insufficienza renale, problemi intestinali o sovrappeso.  
 
Contiene il 20 % di proteine, il 2,2 % di grassi e il 6-7 % di colesterolo. Fra i sali minerali è valido l’apporto di ferro, fosforo e zinco. Tra le vitamine abbondano la PP e la B12.  
 
Si dice spesso tenero come un agnellino: questa carne è infatti caratterizzata da una grande morbidezza, dovuta al fatto che la bestiola non ha compiuto l’anno (il peso vivo non è superiore a 10 kg) e si è alimentata solo con il latte materno.  
 
Qualche consiglio in vista di Pasqua: 
 
  • Poiché durante la cottura la carne si indurisce, al momento dell’acquisto abbondate sul peso e calcolate una porzione in più.
  • Scegliete le carni dal colore molto chiaro e con un grasso bianco, consistente e scarso, poco infiltrato negli agnelli rispetto agli adulti.
  • Servitelo molto caldo. Le varianti sono in umido, stufato e guarnito con pisellini insaporiti con pancetta, oppure rosolato in tegame e aromatizzato con salvia e rosmarino. Ben accettata è anche la variante capretto, un altro animale rispondente alla tradizione. Non mancano le costolette: fritte, scottadito o saltate in padella.  
    Per i più curiosi: la versione al purè d'aglio, con gli spicchi interi mescolati a patate lessate.
  • Tenete presente che ogni parte si presta a cotture diverse: il cosciotto è adatto alle preparazioni arrosto, la spalla è ottima per tutte le cotture, il carré (la schiena con le costole) è ideale alla griglia ma si presta anche a preparazioni d'effetto come la classica corona d'agnello, le costolette sono squisite fritte, il petto è adatto agli spezzatini, il collo può essere farcito o ridotto a spezzatino.
  • Conservatelo in frigorifero per non più di due giorni, avvolto in carta da forno (si altera con facilità).  
    Può anche essere congelato, dopo averlo privato delle parti grasse: in questo modo si può mantenere per ben sei mesi!
Buon appetito!


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Redazione Sanihelp.it

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