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Lichtsteiner operato per flutter atriale

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Pubblicato il: 06-10-2015

Il giocatore della Juventus aveva un'aritmia cardiaca. Dopo la buona riuscita dell'intervento cui è stato sottoposto per lui da uno a sei mesi di stop.

Lichtsteiner operato per flutter atriale © Web

Sanihelp.it - Lo scorso 23 settembre, durante la partita tra Juventus e Frosinone, Stephan Lichtsteiner, giocatore bianconero di nazionalità elvetica, ha manifestato una serie di difficoltà respiratorie causategli da un’aritmia cardiaca benigna, detta anche flutter atriale. Si tratta di un’alterazione del ritmo cardiaco a livello dell’atrio che determina un battito irregolare, generalmente accelerato (tachicardia).

Si è deciso quindi di intervenire eseguendo un’ablazione, cioè un piccolo intervento, svolto sotto guida radiografica, che permette di determinare delle piccole bruciature nel punto in cui si origina l’alterazione del ritmo, interrompendo così il circuito elettrico all’origine. In pratica «si introduce un catetere dalla vena della gamba fino all'interno del cuore, si registra il circuito del flutter e si eroga quindi una piccola bruciatura dalla punta del catetere, come se fosse un piccolo elettro-bisturi. È un intervento ormai molto diffuso ed è la terapia di prima scelta per pazienti sportivi» ha spiegato in un’intervista a Juventus.com il Fiorenzo Gaita, direttore della Cattedra di cardiologia dell'Università delle Molinette che ha operato il calciatore. «L'intervento è durato meno di un'ora e il giocatore sta benissimo».

Sembra che all’origine del flutter del centrocampista ci sia la sindrome Wolff-Parkinson-White, che può colpire persone di tutte le età, compresi i neonati. «I trattamenti per la sindrome di Wolff-Parkinson-White possono fermare o prevenire episodi di tachicardia. La procedura eseguita con catetere meglio nota come ablazione, è in grado di correggere in modo permanente i problemi del ritmo cardiaco» ha commentato all’Ansa Francesco Fedele Ordinario di Cardiologia dell'università Sapienza di Roma.

Il professor Gaita ha fatto sapere che occorrerà attendere 30 giorni per la guarigione «poi andranno rifatti gli esami e, in caso di esito positivo, verrà ridata l'idoneità agonistica». Ma c’è anche chi parla di almeno sei mesi di stop: «Per legge devono trascorrere 6 mesi prima che un atleta torni a fare attività sportiva agonistica. C’è una legge codificata da un decreto ministeriale. Questo tempo è necessario per verificare l’efficacia dell’intervento e la scomparsa dell’aritmia» ha spiegato in un’intervista al Corriere dello sport il cardiologo Bruno Carù. «C’è un 8% di casi in cui l’operazione non va a buon fine ed è necessario intervenire di nuovo. La Juventus comunque è andata sul sicuro perché il professor Gaita è uno dei migliori operatori al mondo per questo tipo di patologie».

Non potrà neppure allenarsi sul campo, ma la sua carriera, assicura Carù che ha avuto modo di visitare Lichtsteiner, non è finita: « In base agli altri esami che gli ho fatto ho potuto constatare che il cuore di questo ragazzo è sano e non presenta segni di patologie miocardiche. Tornerà a giocare, ma dovrà avere un po’ di pazienza».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ansa, Corriere dello sport

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