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Essere sempre connessi aumenta il rischio di ipertensione

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Pubblicato il: 08-10-2015

Sanihelp.it - Un mese fa uno studio condotto dai ricercatori della Glasgow University, presentato durante il convegno della British Psychological Society di Manchester, introduceva un nuovo disturbo clinico legato al mondo di internet e dei social network: l'acronimo inglese per questa patologia, FOMO, sta per Fear of Missing Out, ovvero sia timore di perdersi qualcosa. Sta ad indicare la paura, tipica dei giovani d'oggi, iperconnessi grazie a computer e cellulari all'avanguardia, di rimanere indietro e mancare i continui aggiornamenti che gli amici postano sui propri profili: paura che induce i ragazzi a restare collegati sempre più a lungo e ad investire tanto emotivamente su questi rapporti virtuali, con conseguenti problemi di sonno, ansia, stress e depressione.

Non per demonizzare internet, che comunque rimane uno strumento che ha indubbiamente rivoluzionato le nostre vite, con cambiamenti che ovviamente possono rappresentare svolte positive da un lato, e negative dall'altro, ma a distanza di neanche un mese un altro studio dell'Henry Ford Hospital di Detroit, pone l'accento sui pericoli di una connessione esagerata al mondo del web. Secondo quanto si legge sul Journal of School Nursing, rivista specializzata che ha pubblicato le conclusioni dei ricercatori americani, trascorrere su internet più di 25 ore a settimana aumenta il rischio nei giovani di soffrire di ipertensione arteriosa: condizione pericolosa, connessa a problemi cardiovascolari quali infarto del miocardio ed ictus.

Per giungere a questa rilevazione, gli scienziati statunitensi hanno condotto una sperimentazione su 335 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, sottoponendoli a esami approfonditi e ad un questionario mirato ad indagarne le abitudini in fatto di computer. Ebbene, da questa analisi è emerso come il 39% delle ragazze, e il 43% dei ragazzi, facesse un uso esagerato di internet, restando collegati anche per più di 25 ore a settimana, contro le 15 di media dell'intero campione. Tra gli iperconnessi, l'incidenza dell'ipertensione arteriosa, nonché di un peso superiore a quello forma, sfiorava il 20%: dunque, circa un adolescente su cinque soffre di queste condizioni anche e soprattutto a causa del suo approccio a internet. Occorre essere consapevoli, dunque, dei rischi che comporta il computer: l'insorgenza di determinate patologie presto nella vita diminuisce in maniera sensibile l'aspettativa e la qualità di vita di un soggetto.  

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Henry Ford Hospital, Journal of School Nursing

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