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Chirurgia estetica: sarò soddisfatta? Un test per scoprirlo

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Pubblicato il: 12-10-2015

Sanihelp.it - Con un ritocchino al naso aumenterà la mia autostima? Se mi rifaccio il seno la mia vita migliorerà? Non bisogna dare per scontato che un intervento di chirurgia plastica, per quanto ben riuscito, porterà una donna a essere soddisfatta: capita molto spesso, infatti, che alla base della decisione di operarsi ci siano motivazioni sbagliate e aspettative irrealistiche.

Grazie a un breve test, che si può compilare in pochi minuti prima della visita, il chirurgo plastico avrà a disposizione importanti indicazioni sul profilo psicologico della persona, che l'aiuteranno a capire se l’esito del possibile intervento soddisferà o meno.

L’iniziativa rientra in un progetto che vede l’Associazione Italiana di Chirurgia Estetica (Aicpe) partner del CAR (Centre of Appearance Research) di Bristol, un ente di ricerca sui disturbi derivanti da problematiche legate alla sfera estetica. Il risultato è un questionario chiamato RoFCAR (da Royal Free Hospital di Londra e Centre of Appearance Rersearch di Bristol), composto da 10 domande, di cui 9 a risposta multipla e una a risposta aperta.

«Cresce l’interesse delle persone per l’aspetto fisico e aumenta il numero delle persone che si rivolgono al chirurgo plastico. Non possiamo non preoccuparci del benessere globale dell'individuo, comprendendo anche quello psicologico» afferma il vice presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, Luca Siliprandi.

La validazione del questionario è al centro di un progetto europeo che, oltre all’Italia, coinvolge Austria, Norvegia e Ungheria. Per il nostro Paese il centro pilota è Padova e Francesca Nobile, psicologa-psicoterapeuta di Clinica Cittàgiardino è la referente: «Le domande indagano un range di fattori psicologici associabili ai motivi che spingono le persone a sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica – spiega Nobile -. Grazie al test, il chirurgo disporrà di indicazioni riguardo le motivazioni e le aspettative che gli saranno utili per decidere se programmare o meno l’intervento». In precedenza esistevano solo test lunghi e articolati, di difficile fruizione.

L’obiettivo dell’iniziativa è «aumentare la consapevolezza e quindi la soddisfazione - dice Nobile - e individuare le persone con aspettative irrealistiche, da non operare». Al momento, il test è in fase di validazione: in Italia è utilizzato da Clinica Cittàgiardino, a Padova, già da alcuni mesi: «Quasi tutti non hanno presentato criticità. Per pochi invece, il risultato ha suggerito l’indicazione ad approfondimenti con lo psicologo, a seguito dei quali ad alcuni è stato negato l’intervento, che in nessun caso avrebbe potuto giovare alla loro serenità».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica

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