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Testimonianze

Bonolis e consorte si raccontano come genitori

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Pubblicato il: 14-10-2015

Sonia Bruganelli interviene a un talk per raccontare gioie e difficoltà di avere una figlia disabile, mentre il marito rivela le loro scelte educative sull'uso dei media.

Bonolis e consorte si raccontano come genitori © Web

Sanihelp.it - È un periodo di particolare apertura quello della coppia Bonolis-Bruganelli. In più di un’occasione negli ultimi mesi hanno rilasciato interviste e dichiarazioni in cui hanno svelato un po’ della loro vita come genitori. Risonanza ha avuto in particolare l’intervento di Sonia Bruganelli al  festival del Tempo delle Donne della 27esima Ora – Corriere della sera, un talk organizzato come tributo alle madri stra-ordinarie, quelle che hanno figli con disabilità.

Sonia è infatti una di queste madri. La sua primogenita, Silvia, è nata con una cardiopatia congenita che ha reso necessario un intervento al cuore alla nascita e un periodo post operatorio pieno di problemi che l’ha portata ad avere ritardi nella crescita. «La mia storia da mamma è iniziata un po' in salita. Io tendo a essere molto schietta, nel senso che non è augurabile una disabilità ma allo stesso tempo credo che la forza che questi bambini hanno sia una risorsa enorme» ha raccontato. «È un percorso che non avrei scelto ma se mi dicessero adesso di tornare indietro lo rivivrei così. Credo che la grossa difficoltà delle famiglie con disabilità sia dal punto di vista degli aiuti. Non bisogna lasciarle sole».

Ha anche toccato il tema dei fratelli e delle sorelle di persone con disabilità, perché sente di aver un po’ trascurato gli altri due figli: «Si pensa che ce la faranno da soli, e invece hanno anche loro bisogno del nostro aiuto, della nostra presenza».

E proprio su tutta la prole e in particolare sul figlio maschio ha puntato l’attenzione Paolo Bonolis, chiamato a parlare al convegno Bambini e media: usi e abusi, organizzato alla Camera dall'Associazione Italiana di Diritto e Psicologia della Famiglia: «L'altro giorno sono andato a prendere mio figlio di 11 anni a scuola. E l'ho abbracciato: era l'unico che parlava con un compagno. Gli altri digitavano tutti sullo smartphone» ha raccontato. «Con mia moglie abbiamo imposto una regola: niente cellulare né vagare nella rete fino a 15 anni per i ragazzi. Prima mi piacerebbe imparassero a camminare».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Corriere della sera, Ansa

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