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Fibrosi polmonare: diagnosi fondamentale per 9 medici su 10

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Pubblicato il: 19-10-2015

Sanihelp.it - I risultati di un sondaggio condotto su oltre 400 pneumologi in 10 Paesi indicano che, per l’88% degli interpellati, il ritardo della diagnosi comporta conseguenze negative per chi è colpito da fibrosi polmonare idiopatica, mentre il 79% dichiara che il ritardo nella diagnosi ritarda l’avvio della terapia capace di rallentare la progressione della malattia.

La fibrosi polmonare idiopatica è una patologia polmonare progressiva che mette a rischio la vita. Diagnosticarla non è facile, richiede una serie di esami specifici e in media passano da uno a due anni dalla comparsa dei primi sintomi alla diagnosi. In circa la metà dei malati, la malattia non viene diagnosticata poiché i sintomi sono simili a quelli di altre patologie respiratorie, quali broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), asma e insufficienza cardiaca congestizia.

Eppure, oltre l’80% dei malati presenta crepitii polmonari caratteristici, che ricordano il suono prodotto dal velcro, individuabili all’auscultazione con lo stetoscopio.

Nel sondaggio, il rallentamento della progressione della malattia è stato indicato come il maggior beneficio derivante dall’avvio della terapia (81%) e la motivazione principale che guida gli pneumologi nella scelta della terapia (78%). Al secondo posto tra le motivazioni che orientano la scelta terapeutica gli pneumologi hanno indicato il miglioramento della qualità di vita (63%).

Cosa è più importante che i malati sappiano? Il 77% dei pneumologi interpellati ha risposto: quali opzioni terapeutiche esistono e il 68% sapere che la malattia è imprevedibile e le condizioni potrebbero cambiare improvvisamente.

Quando i medici pensano all’impatto della malattia, riferiscono: dispnea (54%), funzionalità polmonare (21%) e riacutizzazioni (13%). Al  progredire della malattia, infatti, la funzionalità polmonare declina in maniera progressiva e irreversibile con conseguente aumento delle difficoltà respiratorie e riduzione della capacità dei polmoni di ossigenare in modo sufficiente gli organi vitali. 

Le riacutizzazioni, ossia il rapido peggioramento della funzionalità, respiratoria, rappresentano un rischio per tutti i malati e possono verificarsi in qualsiasi momento senza avvisaglie e senza che se ne conosca la causa. Influiscono sul decorso della malattia, portando spesso al decesso entro pochi mesi. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Il sondaggio stato condotto da Kantar Health e sostenuto da Boehringer Ingelheim

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