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Ecco una nuova malattia: la "sindrome delle torri gemelle"

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Pubblicato il: 06-02-2002

Cosa accade quando l'autocontrollo viene a mancare e l'ansia si impadronisce di noi? Qualche consiglio per affrontare la giornata con maggior serenità

Sanihelp.it - Tutti noi, nell’arco di un’intera giornata, attraversiamo momenti di stress; tali stati d’animo, se ben controllati, talora ci aiutano a superare con maggior vigore situazioni che richiedono un grado elevato di concentrazione.
Ma cosa accade quando l’autocontrollo viene a mancare e l’ansia si impadronisce di noi?

Un dato è certo: dall’11 settembre, giorno dell’attentato alle torri gemelle di New York, il livello di ansia nella popolazione, in particolare quella americana, è vistosamente aumentato. Questo cambiamento non si riflette esclusivamente sulla nostra vita sociale, facendoci perdere la voglia di uscire ed incontrare gente, ma anche sul nostro equilibrio organico. Lo stress infatti non solo incrementa il rischio di infarto del miocardio (che in America pare aumentato del 20% in questi ultimi due mesi), ma diminuisce le difese immunitarie esponendo il nostro fisico al pericolo di contrarre infezioni e di sviluppare neoplasie. Alcune delle manifestazioni ansiose comparse con maggior intensità sembrano essere a carattere aspecifico provocando atteggiamenti “remissivi” nei confronti della vita: ci sono persone che ad esempio hanno dimenticato di assumere le terapie mediche perché eccessivamente preoccupate; altre hanno ripreso a fumare abbandonandosi all’idea di trovarsi in un mondo senza speranza.
Altri individui, predisposti e non, attualmente hanno sviluppato disturbi fobici: paura di volare, claustrofobia e via dicendo.
In aumento anche le riacutizzazioni del DAP che in gergo sta per disturbo da attacchi di panico e che ultimamente colpisce con maggior intensità chi è costretto ad usare i mezzi di trasporto o chi deve lavorare presso strutture a rischio: qualcuno accusa sintomi ansiosi di questo genere anche solo per aver visto un arabo aggirarsi sul treno, in metropolitana, sull’aereo o all’interno di un grattacielo.
Chi invece è stato toccato più da vicino dalle ultime tragedie potrebbe aver sviluppato un disturbo post traumatico da stress (PTSD), anche qualche tempo dopo l’evento scatenante. I sintomi più comuni includono: rimuginazioni continue e incubi sull’accaduto, il rivivere di continuo le situazioni, irritabilità, irascibilità, insonnia e problemi di concentrazione.
In questi casi, se i sintomi durano da più di tre settimane, è consigliabile non sottovalutare il problema e rivolgersi ad uno specialista psichiatra o psicologo.
Per le persone che accusano sintomi meno pesanti, il Beth Israel Deaconess Medical Center consiglia quattro utili strategie per combattere lo stress. Innanzitutto dedicarsi ad amici e famiglia; è scientificamente provato che le relazioni sociali positive allungano la vita. In secondo luogo fare sport e alimentarsi in modo equilibrato: entrambi sono fattori fondamentali nel contrastare gli affetti negativi, precedentemente citati, che lo stress ha sul sistema immunitario. Terzo non abbandonare meditazione e preghiera; ancor prima che nascesse la medicina costituivano fonte certa di giovamento. Infine potrebbe risultare d’aiuto iscriversi a corsi “anti – stress” al fine di imparare tecniche per controllare ed incanalare in modo giusto le proprie emozioni.
In sintesi l’ansia è una normale reazione agli avvenimenti più o meno gravi che costellano la nostra esistenza; sta a noi cercare di cogliere quando la normalità sconfina in un vero e proprio disagio. Questo è importante perché prima ci si rende conto dei segnali negativi che l’organismo ci invia e più efficaci risultano le possibilità di intervento.


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Redazione Sanihelp.it

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