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Allergie: quarta causa di malattia cronica in Italia

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Pubblicato il: 28-10-2015

Sanihelp.it - Le allergie, sia respiratorie che alimentari, colpiscono in Italia 15 milioni di persone. Un numero importante, destinato a crescere: si stima che nel 2025 ben il 50% della popolazione italiana diventerà allergica.

Eccessiva igienizzazione dello stile di vita, inquinamento, ritardo diagnostico ma anche banalizzazione dei sintomi sono tra le principali cause di questo aumento che si prevede costante nel tempo.

Il continuo peregrinare dei malati tra vari specialisti e figure non mediche, con conseguente ritardo della diagnosi, la mancata appropriatezza prescrittiva e l’inevitabile peggioramento della qualità della vita sono alcune delle conseguenze della scarsa informazione e della confusione su queste patologie. 

Allergie e intolleranze alimentari infatti sono patologie diverse. I dati epidemiologici ci dicono che c’è una discrepanza tra la percezione che hanno i malati di soffrire di allergia alimentare e la reale prevalenza della patologia (che interessa circa il 2-4 % della popolazione adulta) quando viene eseguita una diagnosi corretta con utilizzo di metodiche validate scientificamente. 

Le intolleranze hanno per lo più sintomi gastrointestinali e nessuna mediazione immunologica, il cui esempio più classico è rappresentato dalla intolleranza al lattosio. Invece le allergie implicano l’intervento del sistema immunitario e la produzione di anticorpi specifici detti immunoglobuline di tipo IgE e possono provocare sintomi che vanno dall’orticaria generalizzata alla difficoltà respiratoria grave, fino nei casi più gravi allo shock anafilattico. 

Le manifestazioni cliniche, i percorsi diagnostici ma soprattutto le terapie sono differenti. Comprendere la differenza e rivolgersi a uno specialista è quindi fondamentale.

Per quanto riguarda le diagnosi delle allergie alimentari, molto spesso è lo stesso malato che banalizza la propria sintomatologia e/o si avvale di test diagnostici non attendibili, come quello del capello, la biorisonanza, l’iridologia, il test da sforzo muscolare (Dria) durante somministrazione di allergene.

L’utilizzo indiscriminato di queste metodiche diagnostiche può portare non solo a un danno economico per i malati ma anche a gravi ripercussioni sulla loro salute perché inducono le persone a eseguire troppo spesso diete ristrette in grado di determinare carenze nutrizionali e disturbi del comportamento alimentare.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso Nazionale di AAITO – Associazione Allergologi Immunologi Territoriale Ospedalieri

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