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Prevenzione

Colon-retto: continua #iRUN2, campagna per lo screening

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Pubblicato il: 03-11-2015

Ha fatto tappa a Napoli #iRUN2, la campagna nazionale di sensibilizzazione alla salute, alla prevenzione e allo screening del tumore colon retto.

Colon-retto: continua #iRUN2, campagna per lo screening © Facebook

Sanihelp.it - Il tumore del colon retto è una delle forme di cancro più diffuse al mondo, con oltre 1,2 milioni di nuovi casi diagnosticati e più di 600 mila decessi ogni anno. Una regolare attività fisica, inserita in uno stile di vita sano, contribuisce a ridurre il rischio di insorgenza di questo tumore. Altrettanto importante è aderire allo screening offerto gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.

Proprio a questa neoplasia è dedicata la campagna #iRUN2, promossa dall’associazione no profit Podisti da Marte, dall’Osservatorio Nazionale Screening (Ons), dal Gruppo Italiano Screening Colorettale (GISCoR), con il sostegno de La Gazzetta dello Sport e il contributo non condizionante di Roche.

«È un’iniziativa che coinvolge attivamente cittadini, personaggi dello sport, dello spettacolo, della politica e del giornalismo. La nostra associazione no profit realizza progetti sociali per generare attivismo civico e solidale. Il nostro motto è: no profit, no stop. Attraverso la metafora della corsa e il divertimento valorizziamo l’impegno sociale. Da ciò trae linfa #iRUN2, una campagna che promuove la prevenzione attiva e attiva le persone a muoversi per la prevenzione, ideata dal nostro fondatore e Presidente, Fabrizio Cosi, che ci ha prematuramente lasciati», spiega Manuel Grimaldi dell'associazione Podisti da Marte.

La tappa del 29 ottobre a Napoli è stata dedicata proprio a Fabrizio (morto lo scorso 22 ottobre), una Missione Marziana per #iRUN2, una corsa e una passeggiata per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di aderire allo screening del tumore colon retto.

«Lo screening di popolazione del cancro colorettale è un programma di sanità pubblica offerto gratuitamente ai cittadini nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 69 anni nella maggior parte delle Regioni italiane, in Campania tra i 50 e i 74 anni», ha dichiarato Renato Pizzuti, Commissario della ASL Napoli 1.

Come funziona lo screening? Le ASL spediscono l’invito presso il domicilio e chi desidera aderire può ritirare il kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci nei punti convenzionati. «Il test utilizzato nella quasi totalità dei programmi di screening è la ricerca del sangue occulto nelle feci, eseguito ogni due anni. L’esame, estremamente semplice, non invasivo, consiste nella raccolta, eseguita a casa, di un piccolo campione di feci e nella ricerca, in laboratorio, di tracce di sangue non visibili a occhio nudo, che possono essere indizio della presenza di forme tumorali oppure di polipi che possono, in futuro, degenerare», ha spiegato Raffaele Palombino, rappresentante GISCoR Campania.

«Con lo screening colorettale riusciamo a diminuire la frequenza del carcinoma intestinale, non solo a individuarlo in fase precoce e dunque a renderlo più curabile. Il rischio di ammalarsi di cancro del colon retto aumenta con l’età e nella popolazione generale questo incremento di rischio diventa significativo a partire dai 50 anni, per questo le strategie di prevenzione e diagnosi precoce si mettono in atto a partire dal mezzo secolo di vita», ha aggiunto Emanuela Anghinoni, Presidente GISCoR.

«Individuato precocemente grazie ai programmi di screening – ha commentato Fortunato Ciardiello, Professore di Oncologia Medica alla Seconda Università degli Studi e Presidente eletto della European Society for Medical Oncology (ESMO) – il tumore del colon retto può essere curato: nello stadio iniziale l’intervento chirurgico, eventualmente associato a chemioterapia, è in genere risolutivo; in caso di metastasi, si rende necessario un trattamento farmacologico che consiste nella chemioterapia in combinazione con nuovi farmaci a bersaglio molecolare. Questi farmaci innovativi rappresentano terapie mirate contro il tumore e sono rese possibili dalla caratterizzazione molecolare del tumore del singolo paziente permettendo la scelta di una terapia personalizzata. I farmaci a bersaglio molecolare utilizzati nel cancro del colon-retto bloccano meccanismi fondamentali per la proliferazione tumorale e per l'angiogenesi. L’avvento di questi farmaci ha contribuito a modificare la storia naturale del tumore al colon retto, riuscendo, in molti casi, nell’obiettivo di controllare la malattia metastatica a lungo termine, cronicizzandola».



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Comunicato stampa

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